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“COL SUDORE E LA MENTE”...
 
 Una breve cronistoria per raccontarvi come siamo arrivati a portare in scena il musical, dai dubbi iniziali all'entusiasmo dei tanti partecipanti, all'apprezzamento di tutta la comunità
 
 
 
4 gennaio 2014
 
Tè delle cinque in casa R. per festeggiare il nuovo anno in compagnia di quasi-don Riccardo. Quando ci lascia, per presenziare alla messa vespertina, ci guardiamo in faccia: -Vi ricordate quella sera, a Oltrona…?-
 
 
 
Rewind. Ottobre 2013
 
Tè delle nove in casa F. per iniziare l’anno oratoriano con passo deciso, ché gli impegni saran tanti, stavolta: c’è un’ordinazione da festeggiare. Ma come festeggiarla? “Beh, di tradizione…”, “Sarebbe forte…”, “Bisognerebbe…” …preparare un recital. Strepiti e grida: “bello!” “Sìì!” Ehm. “Chi lo gestisce, ipotizzando due sere a settimana da qui a giugno, impegni degli e per gli adolescenti esclusi, e con la possibilità di dover utilizzare anche i weekend?” E fu silenzio.
 
Perché in quel vuoto di parole iniziava a pigolare una nuova vocina, che si andava aggiungendo alle sei presenti attorno al tavolo, ben al caldo nella pancia della mamma; e ronzavano in altre menti le macchine tipografiche: tre tesi da scrivere attorno a quel tè, in previsione per primavera. E l’anno con gli adolescenti da progettare, le domeniche di animazione da far ripartire, e le iniziative decanali…
 
No, un recital non si può proprio fare con queste forze.
 
 
 
Novembre 2013
 
Oratorio di Oltrona. Chissà perché, a volte, quando capita di volersi tenere ben lontani da un certo argomento, quello invece compare di sua sponte e, prima che ci si possa pensare due volte, sguscia dalla bocca.
 
E così, ecco l’entusiasmo comparire sul volto imberbe di don Riccardo: - Wooow! Avete fatto dei recital, in passato?? Ma che bello!! Ne fate uno anche per me? Ne fate uno anche per me? NE FATE UNO ANCHE PER ME?!? – *
 
Ehm-m.
 
Mai sorrisi furono più tirati.
 
* [No, don Riccardo: inutile che ti schermisci. E’ andata proprio così.]
 
 
 
4 gennaio 2014, casa R.
 
 
 
-Eh, sì: ce l’ha proprio chiesto!-
 
-Ma non è possibile!! Una volta che eravamo riusciti a deciderci per fare un’altra cosa!?-
 
-Adesso sarebbe brutto, però…-
 
-Sì, ma chi??-
 
Fermento in cucina. E non era il vino.
 
Si sa che le intuizioni geniali si presentano attorno a un tavolo oppure sotto la doccia; rimanendo fedeli alla prima casistica, ecco l’illuminazione: - ! –
 
-Però dobbiamo muoverci. Ci vado domani?-
 
 
 
5 gennaio 2014
 
Ora dell’ammazza-caffè in casa C. La presentazione delle idee, fumose a dir poco a questo stadio della faccenda, procede speditamente sul lieve sottofondo di un episodio di Peppa Pig. -Beh, che ne dici?-
 
-Buon lavoro!-
 
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Per fortuna, a volte, nelle pieghe dei ragionamenti logici e dei freddi piani di fattibilità, s’insinua l’emozione: ed è capace di dare slancio e battere lo scetticismo dei calcoli probabilistici. C’è un amico da festeggiare – che si prenderà carico dei nostri oratori, si metterà in cammino insieme a noi, e un tratto l’abbiamo già percorso assieme: vogliamo che la sua festa sia meno che spettacolare?
 
Siamo partiti con la consapevolezza di star tentando un azzardo: un recital da preparare in cinque mesi scarsi. Durante le prime decadi di gennaio siamo diventati i maggiori conoscitori del repertorio drammaturgico edito dalle Paoline, abbiamo scandagliato i fondali di Internet e setacciato i forum religiosi per cavarne uno straccio di copione che potesse adattarsi ai nostri tempi e alle nostre esigenze: poca musica (fedeli alla massima che “è meno drammatico per tutti improvvisarsi attori che cantanti”), atto unico cinquantacinque minuti, tema allegro, sfondo religioso. Due finalisti…
 
…Ma ecco il colpo di scena! Non c’entra niente con quello che cerchiamo: però è bello. Molto. Centoquaranta minuti di video originale su YouTube che ci siamo scolati tutti d’un fiato una mezza dozzina di volte, nominandoci a vicenda ogni due giorni circa per ripetere l’esperienza in comunione d’intenti. Una compagnia di professionisti che cantano tutti, ballano tutti e recitano tutti più che degnamente. Ventun canzoni da solista e coro.
 
Da quel momento fu chiaro a tutti che l’azzardo si tramutava in follia. Avremmo convinto a forza la Provvidenza a fare con noi questo pezzettino di strada!
 
 
 
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14 febbraio 2014
 
La sala conferenze dell’oratorio di Appiano è gremita. Più per le dimensioni della stessa che per la massiccia partecipazione.
 
-Chi ci sta?-
 
…da quel primo incontro di presentazione della proposta, che aveva sollevato più perplessità che adesioni entusiaste, ne sono passati molti altri; nel frattempo, dalla cinquantina scarsa che eravamo, siamo diventati più di ottanta. Ottanta persone che si sono lasciate contagiare da quella che sembrava essere nulla più che una follia, e che invece ora assume sempre più i contorni di qualcosa di davvero bello.
 
Perché è favoloso vedersi insieme, alle prove: gli adolescenti in scena con i loro educatori, i giovani affiancati agli adulti nel coro più democratico che potesse essere costituito. E l’iniziativa si fa foriera di un’altra, grandissima, occasione: quella di progettare qualcosa insieme, per la prima volta, come “trinità pastorale”: Appiano, Veniano e Oltrona, senza campanilismi ma con un unico fine, condiviso.
 
E’ fantastico percepire il supporto gli uni nei confronti degli altri: applaudire i progressi di un coro che dall’anarchia si dirige sempre di più verso un’insperata armonia (senza che la sua direttrice riesca per questo a tranquillizzarsi); entusiasmarsi e voler ruzzolare di corsa dalle scale per sentire il protagonista, che non sapeva nemmeno di saper cantare, e invece ti tiene quaranta secondi di nota sul finale di una canzone; non smettere di stupirsi di fronte al corpo di ballo, che si spara due prove a settimana per finire il primo tempo in un mese…
 
  
 
11 aprile 2014
 
Prima prova generale del primo tempo.
 
Voi l’avreste mai pensato?
 
… Per me è già uno spettacolo!
 
 
 

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