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RISCHIARA LE MIE TENEBRE Stampa E-mail
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“RISCHIARA LE MIE TENEBRE”

 

L’avrete già notato: sono “tifoso” del Rito Ambrosiano! Anzitutto del suo fondatore S. Ambrogio – che ho avuto il privilegio di baciare sulla fronte, ma questo ve lo racconterò un’altra volta –, dei suoi testi, delle sue tradizioni, di alcune particolarità un po’ arcaiche ed orientali, del suo Triduo Pasquale…

Mi affascina moltissimo il “Lucernario” con cui inizia la preghiera del Vespero. Il sole è già tramontato e calano le tenebre; nella chiesa al buio si canta “O Dio, Tu sei la mia Luce, per Te sarò liberato dal male” e l’assemblea risponde “Dio mio, rischiara le mie tenebre”, mentre il Sacerdote accende le candele dell’altare e a poco a poco s’illumina tutta la navata …

Sono solito compiere molto lentamente i gesti del Lucernario per gustarne la bellezza: attraversare il buio con lo stoppino acceso e avvicinarlo alle candele spente e inerti … osservare la pigrizia da cui la candela spenta, sollecitata dal fuoco, si risveglia e prende vigore in una nuova fiamma sempre più grande… indugiare un poco per sentire le dita della mano avvolte da un lieto tepore … guardarmi attorno con lo stupore di un bambino mentre tutto, a poco a poco, si illumina e risplende… Straordinaria semplicità! 

 

Dio entra nel mondo senza far rumore e si avvicina al cuore di ogni uomo per illuminare: abbiamo bisogno di luce perché siamo disorientati, chiusi in noi stessi. Non troviamo la via, non abbiamo una meta, non capiamo più il senso delle cose: chi siamo, perché esistiamo, dove andiamo… Le tenebre sono così fitte che riteniamo inutili queste domande: sappiamo già tutto; invece è solo cieca presunzione.

“Dio mio, rischiara le mie tenebre!”

La luce di Dio viene a noi anche come fiamma di un nuovo calore: abbiamo smarrito il senso vero dell’amore, quello che riscalda il cuore e dà pace aprendosi ad altri, condividendo e donandosi. Ben più diffuso e gelido, purtroppo, è il suo contrario: l’amore di sé che isola e divide – malato di gelosia e d’invidia –, s’impadronisce delle cose con prepotenza e inganno, non ha pietà né rispetto…

“Dio mio, riscalda le mie tenebre!” 


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La novità stupenda di questo Natale comincia dai nostri cuori, se si lasceranno anche solo sfiorare dalla luce e dal calore del Signore che viene.

Buon Natale!

 

Don Giuseppe