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IL NEBBIOLO DIVENTA BAROLO Stampa E-mail
Prima Pagina de La Buona Parola

(NON SEMPRE)

“E ho in cantina alcune bottiglie di Nebbiolo che stanno diventando Barolo”, mi ha confidato un amico, abbassando la voce fino a sussurrare come se confidasse un segreto.

Non ho osato disilluderlo: non basta l’invecchiamento perché il Nebbiolo diventi Barolo.



Il segreto invece sta nella zona di produzione: “con lo stesso vitigno si ottengono vini differenti in zone differenti, proprio a causa della diversa composizione chimica dei terreni: dal vitigno Nebbiolo si ottengono nell'Albese il Barolo e il Barbaresco; nel Vercellese il Gattinara; in Valtellina l'Inferno, il Sassella, il Grumello, tanto per citare i più famosi” (G. Sicheri, Il libro completo del vino, De Agostini).

 

La stessa cosa dobbiamo dire di noi: l’”invecchiamento” da solo non basta per produrre cristiani adulti nella fede, cittadini leali e partecipi; il semplice passare degli anni non muta radicalmente la natura, non fa compiere salti di qualità.

 

Il tempo di Quaresima ci spinge a considerare proprio le nostre “radici” e il “terreno”.

 

E' anzitutto un invito a riscoprire con maggiore coerenza la nostra “radice”, cioè la nostra identità: essere cristiani significa ricevere e vivere una profonda solidarietà con Gesù Cristo.

E' un dono da accogliere con gratitudine: in Lui -attraverso la sua Pasqua, che ci viene donata nei Sacramenti- siamo diventati nuovi, figli di Dio, dimora dello Spirito.

E' un compito quotidiano: mettere in pratica questa novità vivendo secondo gli ideali del Vangelo, imitando l'esempio di Cristo.

Questa è la radice: cristiano, diventa ciò che sei!

 

E' un invito a ispezionare con cura il “terreno” da cui la radice succhia il nutrimento: è proprio su questo punto che molti cristiani vivono come se fossero “altrove”.

Non possono mancare a un cristiano l'alimento della Parola di Dio, il respiro quotidiano della Preghiera, il pane dell'Eucaristia e del perdono, il nerbo della penitenza per la disciplina della volontà, l'abbraccio della vita ecclesiale...

La Quaresima è impegno e perseveranza nel terreno adatto.

 

E' un invito ad avere il gusto di coltivare: non basta “lasciarsi crescere”.

Per questo ogni anno ritornano la Quaresima e la Pasqua: Dio educa il suo popolo, non si scoraggia per le nostre miserie, dimostra la passione di saper ricominciare daccapo.

Ma tutto questo non accade se manca la nostra adesione libera e concreta: di giorno in giorno, di Quaresima in Quaresima.

 

Buon cammino, dunque.

Buona Pasqua.

 

Don Giuseppe