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SE UNA SERA, IN CASA ...

Immaginate una tranquilla sera d’estate in casa …

Sul finire della cena papà rivolge a tutti la domanda: “Come va la nostra famiglia? Che ne dite?”

Se i figli sono piccoli sbocciano parole affettuose e coccole; se invece sono già grandi – e hanno voglia di stare nel discorso – dopo rassicuranti espressioni iniziali saltano fuori i “distinguo”.

I genitori si rendono conto che i figli sono ormai grandi e molto diversi tra loro: guai a fare confronti! Ciascuno deve essere preso com’è, con le sue doti e i suoi difetti, per accompagnarlo pazientemente al suo futuro; ciascuno ha le proprie esigenze: chiede rispetto, spazi, risorse …

I discorsi – anche se i genitori non lo vogliono fare – finiscono inevitabilmente sui confronti (“Perché lui sì … e io no?”) e sui disagi sofferti in passato (“Anche tu quella volta …”). Mamma e papà non si scompongono; discutere in famiglia è normale, ma non bisogna ferirsi: si parla per aiutarsi a crescere. Torna alla loro mente una comune espressione: “figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi”; si guardano negli occhi e s’intendono al volo sul medesimo proposito: “Dobbiamo farli maturare e crescere uniti adesso perché possano continuare ad esserlo dopo di noi”.

Per questo interrompono la discussione e la guidano all’argomento centrale: “Non vi abbiamo chiesto come si sente ciascuno di voi ma come va la nostra famiglia: tutti noi insieme. Ci vogliamo bene? E quanto? Cerchiamo il bene gli uni degli altri? Ci sono rispetto, stima, comprensione tra noi? Sappiamo rinunciare a qualcosa per gli altri? Condividiamo gli stessi valori? Siamo una vera famiglia in cammino consapevole che la felicità di ciascuno è intimamente connessa con quella degli altri? Quando noi non ci saremo più saprete ancora venirvi incontro da veri fratelli e sorelle?” Mamma e papà indicano ai figli la meta futura che deve orientare le scelte del presente.

Giovedì 20 Aprile il Consiglio Pastorale si è confrontato allo stesso modo sul tema: “Come va la Comunità Pastorale?” Il dialogo è stato sincero, positivo, toccando anche qualche nervo scoperto: meno male – mi sono detto – che non si gira alla larga dai problemi, altrimenti non si cresce. Ci rendiamo conto che le difficoltà sono anzitutto dentro di noi: diffidenza, paure, pregiudizi… l’ostacolo da superare è “dentro”.

Dobbiamo anche saper guardare lontano, alla meta: diventare una Famiglia di Parrocchie che vivono la fede in comunione fraterna tra loro offrendo così testimonianza gioiosa della presenza del Signore; fissare con amore la meta rende più chiare e coraggiose le scelte del presente.

 

Don Giuseppe