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ANCH’IO AMO IL PAPA

La sera del 2 Aprile 2005 mi trovavo ad Atene con un bel gruppo parrocchiani: assistevo ad uno spettacolo folkloristico. All’improvviso un gruppo di filippini vicini a noi scoppiò in un pianto dirotto; passò qualche istante e la presentatrice annunciò: “The Pope John Paul II is dead…” Giovanni Paolo II era volato in cielo.

Il 19 Aprile alle 18:07 le campane di San Pietro confermavano la fumata bianca: il novo Papa era stato eletto! Subito corsi in Chiesa a suonare le campane, poi davanti alla TV per l’annuncio; i minuti

passavano e si avvicinava l’ora della Messa: “Sbrigatevi, accidenti ….” Macché: immagini della piazza festante, campane, interviste lampo, ma del Cardinale Protodiacono neanche l’ombra.

Alle 18:29, rassegnato a perdermi l’“Habemus Papam”, volo in Sacristia per la Messa; c’è frenesia in Chiesa: gioia che illumina tutti i volti ed anche il desiderio di sapere chi è il Papa.

Inizio la Messa interpretando il cuore di tutti: “In questo momento ci troviamo nella condizione ideale, ispirata dalla fede: felici perché è stato eletto il Papa, ma senza conoscerne il nome; noi amiamo già il nuovo Papa indipendentemente da chi egli sia e da ciò che farà!”.

Durante la Preghiera Eucaristica entrò Antonio, un collaboratore; mise vicino al Messale un biglietto con il nome: “Ratzinger – me l’aspettavo! – Benedetto XVI”; recitando il Canone lo nominai subito

al momento proprio della preghiera per il Papa.

Sabato 25 Marzo 2017 Papa Francesco sarà in visita a Milano: un dono eccezionale per far crescere la nostra appartenenza alla Chiesa, da vivere secondo la fede e con l’entusiasmo dell’amore filiale; siamo tutti convocati alla celebrazione della S. Messa al Parco di Monza alle ore 15:00; questo mese di preparazione ci aiuterà a conoscere meglio la figura del Papa, il suo magistero, il significato della sua visita.

Sappiamo bene che Papa Francesco – come tutti – attira simpatie e antipatie: ma non sono queste il criterio per considerare il suo pontificato… Stavo cercando le parole giuste per spiegarvi questo concetto quando è suonato il campanello: un uomo con la tuta blu e ripulito alla bell’e meglio dallo sporco di officina è entrato in casa mia per un documento. Parlando della situazione difficile che stiamo vivendo prima ha scosso la testa, poi ha detto: “Meno male che c’è questo Papa, che dice delle cose giuste… Sa una cosa? Sentendo le parole di questo Papa ho ricominciato a leggere il Vangelo e lì ho trovato le stesse cose che dice lui …”

Carissimi lettori, questa è bella una lezione di teologia dettata da una “tuta blu”: il criterio per accogliere il Papa e il suo servizio è il Vangelo; lì troviamo la volontà di Gesù su Pietro – primo Papa – e lo scopo unico affidato alla sua missione: la fede del Papa è la roccia che deve dare solidità alla fede di noi tutti, egli è segno e strumento di comunione per l’intera comunità cattolica mondiale, ha il compito d’indicare i passi che la Chiesa di oggi deve compiere secondo il Vangelo del suo Signore.

Anch’io amo il Papa, anch’io andrò ad accoglierlo e ad ascoltarlo.

Don Giuseppe