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Prima Pagina de La Buona Parola

Novembre 2010

“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”
(Vangelo di Matteo, capitolo 7, versetti 13-14).

 
Il cammino impegnativo del discepolato esige un ribaltamento interiore: DIO (e non l'IO) diventa il riferimento più importante, il Signore della nostra esistenza.

Gesù ci chiede di smettere di pensare solo a noi stessi, di sollevare consapevolmente ogni giorno la croce della nostra vita e di imitarlo in tutto.

La porta è piccola: è indispensabile abbassarsi per entrare!

Bisogna farsi umili davanti a Dio e alla sua volontà espressa nella Parola; è necessario chinarsi verso le persone più piccole e dar valore alle cose semplici. Non accettare di piegarsi... è rimanere irrigiditi nella superbia: non si passa.
Non basta: bisogna dimagrire perché la porta è più stretta di noi!

Giù i “chili superflui” dell’attaccamento al denaro, alle cose futili, al farsi servire, ai compromessi, ai peccati... E’ molta la zavorra dalla quale dobbiamo liberarci: ne va della vita!

Mettere Dio e la sua volontà al centro della nostra esistenza significa approfondire ogni giorno il cammino della conversione con gli strumenti della preghiera personale e comunitaria, dell’ascolto della Parola, con la disciplina della penitenza.

Compiere il cammino d’Avvento, aspettare e accogliere il Signore Gesù nel S. Natale significa permettere a Dio di operare in noi questo capovolgimento interiore.
 
Don Giuseppe