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Prima Pagina de La Buona Parola

Gennaio 2011

Uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni».
(Vangelo di Luca, capitolo 12,versetti 13-15)

 
Gesù a questo punto racconta la parabola del “possidente stolto”, un uomo che faceva consistere la propria sicurezza nell’accumulo dei beni: quando finalmente crede d’avere raggiunto il successo si rende conto che la sua vita è alla fine e – destino beffardo - altri si godranno il frutto delle sue fatiche.
 
I soldi, i beni materiali, il successo, il piacere, il benessere: con questo siamo abituati a misurare la nostra esistenza, come se tutto dipendesse solo da noi e dalle forze dell’uomo …
“Con i soldi si può fare tutto”  - siamo abituati a dire - e questa sembra la logica che tutto muove e tutto spiega nel mondo, con le conseguenze tragiche che ne derivano: fame, guerre, ingiustizie, prepotenze, ma anche – nel nostro piccolo – inimicizie e divisioni tra fratelli spesso causate da interessi economici.
Un minimo di saggezza umana ci avverte che non tutto si può comprare o misurare coi soldi e che le cose essenziali e la vita stessa abitano da un’altra parte: i beni sono un mezzo per vivere e far vivere decorosamente, non l’unico scopo della vita; noi, in realtà, non possediamo nulla: siamo solo amministratori dei nostri beni per il breve corso della nostra esistenza.

Gesù è venuto a donarci “la vita in abbondanza”; per questo vuole guarirci dalla febbre del possedere, vuole metterci in guardia dall’ambiguità delle ricchezze e donarci una grande libertà interiore: la sicurezza del discepolo non consiste dall’accumulo dei beni, ma nell’amore del Padre e dei fratelli.
Gesù ci ha testimoniato in prima persona alcuni comportamenti concreti che noi, da veri discepoli, vogliamo imitare: saper apprezzare ciò che abbiamo, riscoprire il gusto dell’essenziale e non farsi travolgere dalla smania del superfluo, avere a cuore anche il bene degli altri e condividere ciò che abbiamo con chi è meno fortunato, fidarsi di Dio e affidarsi alla sua paternità provvidente …
 
Con i migliori auguri di un buon Anno 2011!
 
Don Giuseppe