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IL CAMMINO PAZIENTE

 

 

L’inizio del Corso Fidanzati somiglia al primo giorno di scuola; si percepisce come un misto di sentimenti: curiosità, entusiasmo, attesa …

L’itinerario muove da un dato di fatto: “Siamo una coppia e ci amiamo”; subito le domande: “Cosa vuol dire amare? Quale percorso interiore fa di due individui “una coppia”?

Vi risparmio l’esposizione dell’intera serata (non dovete mica sposarvi voi, almeno non tutti …) ma voglio citarvi due espressioni che, in quel primo incontro, fanno la cosiddetta “parte del leone”: “Per diventare una coppia bisogna passare dall’io al noi” e, ancora – sull’amore –, la celebre frase di Antoine de Saint-Exupéry “ Amare non è guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta”.

Fare di due persone una coppia, di una coppia una famiglia e di una famiglia una “famiglia cristiana” è un “cammino paziente” mai pienamente compiuto.

 

Passare “dall’io al noi” e “guardare insieme verso la stessa meta” sono due elementi fondamentali anche  del “cammino paziente” verso la Comunità Pastorale: non s’improvvisano né si presume d’averli acquisiti per sempre.

In Dicembre s’è compiuta la Visita Pastorale col Vicario e il Cardinale; il Consiglio Pastorale di Comunità ha fotografato la situazione sulla base dei “pilastri fondamentali”: liturgia, catechesi, carità, opere educative e culturali, impegno nella società; il Cardinale ci ha invitato a scegliere “il passo successivo”, che per noi sarà la costituzione ufficiale della Comunità Pastorale intitolata alla “Beata Vergine del Carmelo” la sera di Sabato 8 Ottobre, con la presenza del Vicario Episcopale S. E. Mons. Franco Agnesi. In questi mesi fervono i preparativi, coordinati dal Consiglio: al centro di tutto la stesura di un progetto pastorale comunitario.

 

Non mancano segni promettenti: in Consiglio Pastorale c’è un bel clima di collaborazione e reciproco rispetto, gli incontri che vedono insieme persone delle tre parrocchie sono percepiti come occasioni di crescita (una giovane catechista mi ha mandato una bellissima email raccontandomi questa sorpresa), matura la convinzione che unire le forze dà vita a proposte più qualificate …

Ma il cammino è ancora lungo e deve scavare dentro: è facile percepire che “lavorare insieme conviene”, molto più difficile è convertire il cuore all’autentica comunione.

Comunità singolare, la Chiesa: non conosciamo tutti, non siamo un club con interessi comuni, non ci siamo scelti tra noi per sintonia o simpatia, non tifiamo neanche per la medesima squadra … eppure ci sono tra noi legami profondissimi più forti della parentela! Perché? Perché apparteniamo a Cristo e in Lui tutto diventa nuovo: non siamo “clienti affezionati” di una chiesa, siamo “Chiesa riempita dallo Spirito di Cristo” che fa spuntare fiori nel deserto.

Siamo fragili però: ci stanchiamo subito e ogni difficoltà sembra fermare tutto …

Il Signore sa aspettare e condurre chi lo segue docile per il “cammino paziente”.

 

Don Giuseppe