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IL PASSO LENTO

 

Osservando la fiumana di gente che d’estate percorre i sentieri verso i monti è facile distinguere la camminata dei “montanari” da quella dei semplici “turisti”.

Con maggiore attenzione è possibile riconoscere fra i “montanari” il passo di chi deve andare molto lontano: un passo lento e cadenzato, un portamento, uno sguardo …tutto sembra dirti “io vado lontano, molto lontano”.

Lo spiegavo sempre ai ragazzi che trascinavo su per i sentieri: “Sulle vette non si arriva solo con le gambe, ma con la testa e la convinzione … non è importante solo l’ultimo passo, ma anche il primo, il secondo … non conta la velocità, ma la costanza … guarda bene dove metti i piedi, ma non perdere di vista la vetta … quando arrivi alla meta devono rimanerti la forza e la voglia di camminare ancora …”  Erano consigli per camminare meglio che contenevano anche lezioni di vita: alcuni li ricordano ancora.

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La nostra Comunità Pastorale si riunisce in cammino dopo la dispersione dell’estate e riprende il “passo lento” di chi vuole andare lontano, dove il Signore oggi chiede di arrivare: non basta ripetere ciò che si è sempre fatto o ribadire “siamo abituati così”; sarebbe come guidare l’auto guardando solo nello specchietto retrovisore: il mondo cambia rapidamente anche se noi non ce n’accorgiamo e il Signore vuole che siamo Cristiani testimoni oggi e domani. Riprendere il cammino significa rinnovare la convinzione di percorrerlo insieme “allo stesso passo”.

 

Da Settembre don Riccardo cammina con noi a tempo pieno, la Superiora Suor Franca ci lascia per una nuova missione a Palmanova e al suo posto ci raggiunge Suor Giannina.

Le persone sono molto importanti: non facciamo la strada da soli e Gesù vuole che impariamo ad essere “Comunità”; questo è il segno distintivo che “siamo suoi”. Accogliamo calorosamente chi si affianca a noi nel percorso e salutiamo  con gratitudine chi ci lascia per intraprendere un altro cammino: anche se a distanza il tracciato e la meta sono identici!

 

Il Cardinale quest’anno propone all’attenzione di tutti un tema che gli sta a cuore: la “Comunità Educante”; bisogna “chiamare tutti gli attori dell’educazione dei ragazzi/e a formare una trama di rapporti (la Comunità, appunto) che stia davanti ad essi come un unico soggetto educativo con una proposta unitaria che venga fatta da ciascuno degli educatori nell’ambito specifico del loro compito (il catechismo, il riposo, lo sport …)”. Anche il Cardinale ci invita al “passo lento” di chi vuole andare lontano: “Partiamo con realismo, da ciò che c’è e con le persone che ci sono, prendendoci tutto il tempo che ci vorrà … Dobbiamo resistere alla tentazione di voler realizzare tutto subito o di rinunciare perché troppo difficile” (pag. 24 e 31 ).

In cammino, dunque, “al passo della Diocesi”!

 

Don Giuseppe