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 LA CAREZZA DEL PAPA

 

“Don Giuseppe, le piace questo Papa?”

Non passa giorno che io non mi trovi a rispondere a questa domanda.

“Si, mi piace …” Apprezzo molto lo stile francescano con cui guida la Chiesa (essenziale, semplice, umile, amorevole, aperto a tutti, specialmente i più piccoli) e indica alla comunità umana le attenzioni fondamentali per il cammino di tutti; ammiro molto anche il suo esempio personale.

Voglio dire però che io amo sempre il Papa, chiunque egli sia: questo, quello che c’era prima, quello che ci sarà domani: il Papa, scriveva Santa Caterina da Siena, è “il dolce Cristo in terra”.

 

Certo il mondo e la Chiesa attraversano una stagione difficile: fra la gente il disorientamento è grande e anche la sfiducia verso tutto ciò che è “istituzione” … E’ bello che ci sia ancora un “Francesco” (Papa, questa volta) che, con la forza sorprendente che viene dalla “piccolezza del Vangelo”, sorregga il peso della Chiesa: ricordate il sogno di Innocenzo III?

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Sono tempi duri, anche per i sacerdoti caro Don Riccardo, prete novello, in cui i “misteri dolorosi” si recitano più spesso di quelli “gloriosi”: forse per questo il Papa ha dedicato loro (in particolare ai parroci) delle parole speciali lo scorso 16 Giugno: “Io voglio tanto bene ai sacerdoti, perché fare il parroco non è facile. E’ più facile fare il vescovo che il parroco! Perché noi vescovi sempre abbiamo la possibilità di prendere le distanze, o nasconderci dietro il “Sua Eccellenza”, e quello ci difende! Ma fare il parroco, quando ti bussano alla porta: “Padre, questo, padre qua e padre là…”. Non è facile! Quando ti viene uno a dire i problemi della famiglia, o quel morto, o quando vengono a chiacchierare le cosiddette “ragazze della caritas” contro le cosiddette “ragazze delle catechesi”… Non è facile, fare il parroco!

Ma voglio dire una cosa, l’ho detta un’altra volta: la Chiesa italiana è tanto forte grazie ai parroci! Questi parroci che - adesso avranno un altro sistema - dormivano col telefono sopra il comodino e si alzavano a qualsiasi ora per andare a trovare un ammalato… Nessuno moriva senza i Sacramenti… Vicini! Parroci vicini! E poi? Hanno lasciato questa memoria di evangelizzazione …”

 

Grazie Papa Francesco: la “carezza” delle sue parole ci scalda il cuore e ci conferma nel dare il meglio di noi! A proposito: il telefono sul comodino c’è ancora …   
Don Giuseppe