BOLLA DI PIO IV Stampa E-mail
 

NEL 1563 IL GIUBILEO DELLA NOSTRA CHIESA PLEBANA

E’ sicuramente uno dei documenti più avvincenti tra quelli presenti nel nostro archivio storico parrocchiale. E’ la bolla papale di Pio IV che concede “l’indulgenza plenaria perpetua in forma di giubileo” alla chiesa plebana prepositurale di S.Stefano.

Era il 13 agosto 1563.

La non facile traduzione del prezioso manoscritto su pergamena, voluta dal prevosto don Giuseppe Conti, è svolta dal paleografo don Luca Broggi. (Testo originale e traduzione riportate in calce all’articolo). Tra l’altro vi si legge che “la chiesa di S. Stefano, nella località di Appiano, risulta sommamente celebre in quei luoghi ed è molto frequentata per devozione dai fedeli e verso la quale i diletti figli Pietromartire, prevosto della medesima chiesa, e Filippino di Appiano, fratelli, portano affetto desiderando che sia frequentata con congrui onori. Concediamo ed elargiamo plenaria indulgenza a ciascun fedele che avrà fatto visita alla chiesa suddetta nelle festività del Corpo del Signore di ciascun anno e di S.Stefano dai primi vesperi al tramonto del sole di queste festività.”

Sono noti, perché descritti lo scorso luglio su questo periodico i legami del prevosto Pietromartire Appiani e il pontefice Pio IV esponente del casato milanese dei Medici. Rapporti anche familiari che procurarono al prevosto appianese un temporaneo trasferimento a Roma e la sua nomina a “bollatur apostolicus”. Da qui ovviamente il decreto papale che straordinariamente precisava:

“Queste indulgenze non sono soggette a revocazioni, sospensioni e restrizioni”. Sono quindi tuttora in vigore anche se da diversi decenni non più pubblicizzate e applicate.

Va anche ricordato che, due secoli dopo dall’emanazione della Bolla indulgenziale riservata alla nostra chiesa plebana, papa Benedetto XIV - più noto nelle vicende storiche e letterarie come cardinal Lambertini - il 27 agosto 1746 ribadì con un suo Breve la validità e le modalità della “indulgenza plenaria perpetua in forma di giubileo concessa da Pio IV alla chiesa prepositurale di S.Stefano del Borgo di Appiano nei giorni del SS. Corpus Domini e di S.Stefano protomartire”.

Ne fa testo un limpido manifesto a stampa e in lingua italiana custodito nel nostro archivio parrocchiale.
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La sua facile lettura consente anche di interpretare le condizioni di un’indulgenza tutto sommato straordinaria che escludeva soltanto le colpe “de percussione Clericorum” ossia di percosse al clero.

Questa rievocazione di documenti plurisecolari, fortunatamente ben conservati, stimola il comprensibile interesse dell’attuale prevosto a conoscere come e quando, al singolare privilegio cinquecentesco, non si pose più la dovuta attenzione.

E’ possibile però precisare che l’indimenticabile prevosto don Riccardo Gerla ne faceva ogni anno avviso e raccomandazione su La Buona Parola nel periodo del suo ministero (1934-42).

Renato Leoni

 

Bolla di Pio IV (littera gratiosa)

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Trascrizione

 

Pius ep(iscopu)s, servus servor(um) Dei, universis Christifidelibus p(raese)ntes l(itte)ras inspecturis Sal(u)t(em) et ap(osto)licam ben(edictionem). Pastoris eterni qui non vult mortem sed conversionem peccatoris, vices licet immeriti in terris gerentes gregem dominicum cur(a)e n(ost)r(a)e divina dispo(sitio)ne commissum ad vitam lucis (a)etern(a)e quantum cum Deo possumus perducere studentes fideles singulos quo(rum) merita pro demeritis penitus sunt imparia ad pia et meritoria opera exercenda sp(irit)ualibus muneribus Indulgentiar(um) videl(icet) et peccator(um) remissionibus libenter invitamus ut per eorundem operum exercitium suor(um) abolita macula delictor(um) ad (a)etern(a)e beatitudinis gaudia pervenire mereantur. Cupientes igitur ut eccl(es)ia Sancti Stephani loci de Adplano Mediolanensis dioc(esis) qu(a)e maxime celebris in partibus illis existit ac devotionis causa a Christifidelibus q(ua)mplurimum frequentatur et ad quam dilecti filii Petrusmartyr ip(s)ius eccl(es)i(a)e pr(a)epositus et Philippus de Alplano fr(atr)es germani singularem gerunt devotionis affectum congruis frequentetur honoribus et in debita veneratione habeatur ip(s)iq(ue) Christifideles eo libentius ad illam devotionis gratia confluant quo se ex inde sp(irit)ualis dono gratie uberius conspexerint refectos de Omnipotentis Dei misericordia ac beator(um) Petri et Pauli ap(osto)lor(um) EIUS auct(oritat)e confisi omnibus et singulis utriusqu(e) sexus Christifidelibus vere penitentibus et confessis seu statutis a iure temporibus confitendi propositum habentibus qui dictam eccl(es)iam singulis annis in sanctissimi corporis domini n(ost)ri Jesu Christi et eiusdem Sancti Stephani festivitatibus a primis vesperis usqu(e) ad occasum solis ear(undem) festivitatu(m) devote visitaverint et inibi proexaltatione sanct(a)e Matris eccl(es)i(a)e et felici statu n(ost)ro ac heresium extyrpatione necnon pro pace inter principes christianos confovenda pias preces altissimo effuderint quoties id fecerint plenariam omnium peccator(um) suor(um) indulgentia(m) et remissionem auct(oritat)e ap(osto)lica tenore p(raese)ntium misericorditer in domino concedimus et elargimur. Et ut Christifideles ibi facilius hui(usm)o(d)i Indulgentias consequi possint eis ut quemcumque p(res)b(ite)rum s(a)ecularem vel regularem in suum possint eligere confessorem qui eor(um) confessionibus diligenter auditis eos ac eor(um) singulos ab omnibus et singulis eorum peccatis criminibus excessibus et delictis quantumcumque gravibus et enormibus etiam Sedi apostolice reservatis preterquam in Bulla "in die c(o)ene domini" legi solita contentis absolvere et pro commissis eis penitentiam salutarem iniungere, necnon vota qu(a)ecumque - ultramarino visitationis liminum eor(un)dem beator(um) ap(osto)lor(um) Petri et Pauli de Urbe ac Sancti Iacobi in Compostella necnon Religionis ec castitatis votis dumtaxat exceptis - in alia pietatis opera comutare possint et valeant plenam et liberam facultatem auct(oritat)e et tenore prefatis concedimus pariter et indulgemus p(raese)ntibus

 

quas sub similium vel dissimilium indulgentiar(um) revocationibus suspensionibus derogationibus ac restrinctionibus etiam in favorem Basilic(a)e principis ap(osto)lor(um) de dicta Urbe Cruciat(a)e Sanct(a)e aut pro expeditione contra Infideles minime comprehensas sed semper ab illis exceptas fore et quoties ille emanabunt toties in pristinum statum restitutas et de novo concessas esse decernimus perpetuis futuris temporibus duraturis. Volumus autem q(uo)d si al(ia)s visitantibus eccl(es)iam prefatam aliqua alia indulgentia in perpetuum vel ad tempus nondum elapsum duratura per nos concessa fuerit, p(raese)ntes l(itte)r(a)e nullius sint valoris vel momenti.

 

Datae Rom(a)e apud S(an)ctummarcum Anno Incarnationis d(o)mi(ni)ce Millesimoquingentesimosexagesimotertio, K(alendis) Augusti, Pontificatus nostri anno quarto.

Gratis pro Deo

D. Pent. Rubiano

Io de la Corredore

B. Bonfiolus

M. Turrianus pro magistr.

A. Frumentius p. m.

P. Pamphilius

Iu Barengus

F. de Torres

TRADUZIONE:

Pio, vescovo, servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli cristiani che leggeranno le presenti lettere (augura) salute e apostolica benedizione. Noi, vicari per quanto immeritevoli del Pastore eterno che non vuole la morte ma la conversione del peccatore, governando in terra il gregge del Signore affidato alla nostra cura, sforzandoci di condurre, per quanto possiamo con (l'aiuto di) Dio, alla vita della luce eterna i singoli fedeli, i cui meriti sono del tutto imparagonabili alle colpe, volentieri invitiamo a esercitare pie e meritorie opere con i doni spirituali delle indulgenze cioè e delle remissioni dei peccati affinché, mediante l'esercizio di queste opere, tolta la macchia dei peccati, meritino di pervenire alle gioie dell'eterna beatitudine. Desiderando dunque che la chiesa di S. Stefano, nella località di Appiano, diocesi di Milano, che risulta sommamente celebre in quei luoghi ed è molto frequentata per devozione dai fedeli e verso la quale i diletti figli Pietromartire, prevosto della medesima chiesa, e Filippo di Appiano, fratelli portano affetto di devozione, (desiderando che) sia frequentata con congrui onori e la si tenga in dovuta devozione e che i fedeli stessi vi si rechino più volentieri per devozione, affinché da lì abbiano visto sé stessi nutriti più abbondantemente dal dono della grazia spirituale, confidando nella misericordia di Dio Onnipotente e nell'autorità dei santi apostoli Pietro e Paolo, con autorità apostolica, secondo il tenore delle presenti lettere misericordiosamente nel Signore concediamo e ielargiamo plenaria indulgenza e remissione dei peccati dei (loro) peccati a tutti e a ciascun fedele di entrambi i sessi che veramente penitenti, confessati o che abbiano il proposito di confessarsi nei tempi stabiliti dal diritto, ogni volta che avranno fatto questo, che avranno visitato la chiesa suddetta nella festività di ciascun anno del Corpo del Signore e di Santo Stefano, dai primi vesperi fino al tramonto del sole di queste festività, che avranno effuso all’Altissimo pie preghiere per l'esaltazione della Santa Madre Chiesa, per la nostra felice condizione, per l'estirpazione delle eresie e perché accresca la pace tra i principi cristiani.

E affinché gli stessi fedeli più facilmente possano conseguire le indulgenze, con autorità e a tenore di quanto predetto concediamo parimenti che (i fedeli) possano scegliere come proprio confessore qualunque sacerdote secolare o regolare, i quali, ascoltate diligentemente le loro confessioni, possano assolvere ciascuno di loro dai peccati, crimini, trasgressioni e delitti per quanto gravi, anche riservati alla Sede Apostolica, a parte quelli contenuti nella bolla che si legge di solito nel giorno della Cena del Signore, e imporre per i peccati commessi una salutare penitenza, nonché commutare qualunque voto in altre opere di pietà - eccettuati i voti di pellegrinaggio in Terra Santa, alle tombe dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e a Santiago di Compostela, nonché i voti di religione di castità - e si avvalgano di piena e libera facoltà. E concediamo con le presenti lettere che (queste indulgenze) non siano comprese sotto le revocazioni, le sospensioni, le deroghe e le restrizioni di simili o diverse indulgenze, anche in favore della Basilica del Principe degli Apostoli della detta Città (Roma), della Santa Crociata o a favore della spedizione contro gli infedeli, ma stabiliamo che siano sempre eccettuate e ogni qual volta usciranno, sempre siano riportate allo stato originario e siano sempre di nuovo concesse, in perpetuo, per i tempi che verranno.

Vogliamo inoltre che, se a coloro che visitino la suddetta chiesa, qualche altra indulgenza sia stata concessa in perpetuo o a tempo determinato, le presenti lettere siano di nessun valore.

Date a Roma presso San Marco, anno dell'Incarnazione del Signore 1563, 1 Agosto, quarto del nostro pontificato.

Grazie a Dio

(seguono le firme)