Ottobre 2011 Stampa E-mail
Prima Pagina de La Buona Parola
 Domenica 25 Settembre avete ringraziato il Signore per i miei 30 anni di Sacerdozio: ve ne sono molto grato.

A dire il vero mi sembra d’avere appena incominciato …

L’Anniversario somiglia alla sosta durante un’escursione verso le vette alpine: si riprende fiato, si contempla il percorso fatto e quello che prosegue verso la meta, si apprezza il frutto di tante fatiche e poi … via, si sale ancora! Così l’Anniversario è una sosta di gratitudine, di riflessione, di ripresa.

“Servite il Signore nella gioia”: prima di diventare prete ho scelto questo motto ispiratore dal libro dei Salmi; pregate per me e statemi vicini perché possa viverlo sempre più intensamente.

 

“Non conosco l’avvenire; tuttavia se Gesù realizzerà i miei presentimenti, le prometto - scriveva S. Teresa di Lisieux a Padre Maurice Bellière, missionario in Africa - di restare anche Lassù la sua piccola sorella. La nostra unione, invece di esser spezzata, diventerà allora più intima, non ci sarà più clausura, non ci saranno più grate e la mia anima potrà volare con lei nelle missioni lontane. I nostri ruoli resteranno gli stessi: a lei le armi apostoliche, a me la preghiera e l’amore … (LT 220).

Nel nome della Patrona S. Teresina (la sua memoria si celebra proprio il 1° giorno) si apre il Mese Missionario di Ottobre.

Ciascuno di noi è chiamato a condividere lo zelo testimoniato dalla Santa nella preghiera e nell’amore verso le Missioni: Cristo vuole essere annunciato a tutti - i lontani che non lo conoscono e i vicini che se lo sono scordato - perché di tutti è il Redentore.

 

Il rinnovo del Consiglio Pastorale invita le nostre Comunità parrocchiali - non solo i futuri eletti - a un vero spirito di appartenenza alla Chiesa e a maturare nella corresponsabilità.

Superata ogni forma di campanilismo - che è la caricatura sgradevole del senso di appartenenza - ci apriamo agli altri come fratelli in Cristo: non ci siamo scelti per simpatia, sintonia, convergenza d’interessi o altro; dal giorno in cui siamo figli di Dio Egli ci ha donato gli uni agli altri come fratelli e vuole che come tali viviamo e ci consideriamo.

La Comunità cristiana - che sia Parrocchia o Comunità pastorale - è la nostra famiglia: tutti ne siamo parte tutti la dobbiamo far crescere in molti modi. Sentirsi responsabili dell’intera Comunità, ciascuno col suo ruolo e le proprie capacità: non padroni di tutto o di una parte, e neanche semplici collaboratori. “Corresponsabili“: questa è la strada giusta.

 

Con la promessa di una particolare preghiera auguro a tutti un buon cammino d’Ottobre.

 

Don Giuseppe