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 Febbraio: non facciamo scherzi!

 

“A Carnevale ogni scherzo vale” … “Semel in anno licet insanire” (“una volta all’anno è permesso comportarsi da pazzi”): sembra che il Carnevale, prima dell’austera disciplina quaresimale, autorizzi qualsiasi cosa.

Premesso che alcuni non sanno più neanche scherzare a Carnevale: vanno in giro a dare fastidio e a fare danni – loro si divertono così – ma ricordiamoci che anche nella burla ci sono dei limiti.

“Scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi”: non si può mai sospendere il rispetto per le persone e per i valori (mediti, signora Andrée Ruth Shammah del milanese teatro Franco Parenti); anche i nostri vecchi ammonivano: “Ul riìtt el vàa in piàncc”; quando si va oltre i limiti lo scherzo si trasforma in tragedia.

 

La verità è che - non solo a Carnevale, purtroppo - l’uomo d’oggi non accetta limiti! Ne ha parecchi (ad esempio non è in grado di sapere tutto, capire tutto, godere sempre d’ottima salute o campare mille anni) ma non ne vuole sapere.

Egli sostiene che non ci sono verità o criteri che vanno bene per tutti, che “tutto è relativo” (ma questa – badate bene – non è un’affermazione “relativa”) e che quindi ciascuno può fare come gli pare; è giusto così.

 

Accettare i propri limiti personali e dei limiti comportamentali da rispettare, accettare un tempo – la Quaresima – che impone rinunce e disciplina è invece da persone sagge: educa al rispetto di Dio, di sé e degli altri, alla condivisione delle regole di buona convivenza, alla sincerità, al senso del dovere e … a un sacco di altre cose.

Relativismo e nichilismo invece hanno cercato di demolire tutto, ma hanno portato inquietudine e tristezza: evidentemente sono la via sbagliata.

In tempi di “dittatura del desiderio” (“io desidero questo, quindi è un mio diritto”) viviamo in una sorta di Carnevale perenne, coccolando i sogni alla faccia della realtà.

 

Da giovane prete accompagnavo i ragazzi nelle gite scolastiche e alle vacanze estive: mi sono accorto che per alcuni di loro il divertimento era eccedere in scherzi e bravate notturne!

Ho cercato di spiegare i limiti entro i quali bisognava rimanere, ma … con certe zucche lo sforzo era inutile. Allora facevo scattare la “fase due”: se non avete il senso del limite allora “niente scherzi”!

La “fase due” (la mia, almeno) era chiara e netta: funzionava subito.

Ora la riferisco all’uomo del mio tempo (anche a te) come provocazione: se non siamo capaci di distinguere le cose e non abbiamo il senso del limite andiamo sul sicuro, sarà anche Carnevale, ma … non facciamo scherzi!

 

Don Giuseppe


FEBBRAIO 2012