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 OSPITE O INTRUSO?

 

“Sono don Giuseppe, vengo per la Benedizione delle Famiglie”.

“No, grazie” risponde una voce oltre la porta “non siamo credenti”.

Queste parole mi provocano un tonfo al cuore: sono prete da pochi mesi e in via Ampere numero 1 ho appena fatto l’esperienza del primo rifiuto.

Oggi sono ancora sensibile, ma l’esperienza mi ha reso più corazzato; anche la gente è cambiata e cambiate sono le ragioni del rifiuto: “Non m’interessa”, dicono.

Avete afferrato la differenza?

Mentre trent’anni fa la gente che non voleva la Benedizione sosteneva per lo più che “Dio non esiste” oggi non si pone più questo problema: Dio può anche esistere, se vuole, ma “a me non serve, non mi riguarda”.

Dio viene allontanato dalla vita non tanto come assurdità per la ragione, ma come un antagonista del proprio progetto di vita fondato unicamente sull’uomo; Dio appare un intruso, un guastafeste, la sua presenza come elemento di disturbo.

 

Il Figlio di Dio si è fato uomo in questo mondo nella concretezza della persona umana di Gesù, nascendo da Maria di Nazareth la sua importanza: è venuto nel silenzio, nella piccolezza di un bambino, nel disagio causato dal censimento.

Non ha obbligato nessuno ad accoglierlo, non ha rivendicato con prepotenza quanto gli spettava: anche allora gli uomini sono stati liberi di ignorarlo e rifiutarlo.

La vita di coloro che lo hanno accolto – però – è molto cambiata: sono diventati “Figli di Dio” e hanno trovato in Lui il tesoro di tutta l’esistenza; sono vissuti per Lui!

 

Dio è l’ospite atteso o l’intruso importuno?

Non è una domanda di poco conto: infatti la scelta più decisiva che dobbiamo fare nella vita è “appartenergli i rimanergli estranei”.

 

Don Giuseppe

NOVEMBRE 2012