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LA FORTUNA DI APPARTENERGLI

“Vi do una notizia un po' riservata. Vi rivelo un segreto; ma, mi raccomando, resti tra noi. La notizia è questa: grande è la fortuna di noi credenti. Grande è la fortuna di chi è «cristiano»; cioè appartiene, sa di appartenere, vuole appartenere a Cristo. Grande è la fortuna dei credenti in Cristo. Però non andate a dirlo agli altri: non la capirebbero. E potrebbero anche aversela a male: potrebbero magari scambiare per presunzione il nostro buon umore per la felice consapevolezza di quello che siamo; potrebbero addirittura giudicare arroganza la nostra riconoscenza verso Dio Padre che ci ha colmati di regali. C'è perfino il rischio di essere giudicati intolleranti: intolleranti solo perché non ci riesce di omologarci – disciplinatamente e possibilmente con cuore contrito – alla cultura imperante; intolleranti solo perché non ci riesce di smarrirci, come sarebbe «politicamente corretto», nella generale confusione delle idee e dei comportamenti …”

 

Queste parole vengono da un libretto del Cardinal Biffi: ''La fortuna di appartenergli. Lettera confidenziale ai credenti'': è una pubblicazione di sole 15 pagine scritte con stile inconfondibile nel solco dell’”Anno della Fede” indetto dal Papa.

Contrastano con la stanchezza e la malinconia di quei cristiani che vivono la fede come un peso, la Messa domenicale come semplice dovere, la morale cristiana come una limitazione della libertà e sembrano dire col loro comportamento. “Ah se non fossi cristiano, come sarei più libero e felice!”

E’ la paura di molti giovani che si distaccano dalla pratica religiosa perché affascinati da uno stile di vita – quello dei loro amici – in cui è “vietato vietare”.

 

E se invece la fede fosse gioia?

Se le richieste esigenti di Gesù fossero la vera via per la realizzazione di sé?

Se i principi della morale cristiana valorizzassero – invece di comprimerla – una vera libertà?

Vale la pena d’intraprendere il cammino di quest’anno, non vi pare?

 

Don Giuseppe

OTTOBRE 2012