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“Figlio, ecco la tua Madre!”

E’ cambiato tutto in pochi decenni ma l’adolescenza è rimasta tale e quale: esagerata, indolente, imprevedibile e sfacciata; alzino la mano i genitori di adolescenti che sono ancora senza … scottature!
Tutto sembra saltare all’aria come un castello di carte: valori, relazioni, percezione di sé, convinzioni, sentimenti, doveri … e anche la fede. È come vivere nell’era vulcanica.
Consolatevi. L’adolescenza è stata così anche per me, che fin dalla prima media ero in Seminario: in tema di fede ero molto attratto dalla persona di Gesù e sempre più insofferente verso la Madonna (il Rosario quotidiano in Seminario era obbligatorio, cascasse il mondo!).

“… Io non so cosa ci stai a fare qui dentro …” (nel Santuario del Seminario di S. Pietro in Seveso c’era una bellissima statua della Madonna in marmo bianco) “… non capisco il senso della tua presenza, il tuo ruolo, la tua utilità …” (parlavo con la sfrontatezza di certi adolescenti di fronte ai genitori) “… forse perché nelle religioni arcaiche accanto a divinità maschili ci sono quelle femminili? Ma tu … non sei Dio …” (ero solo in chiesa e parlavo liberamente ad alta voce) “… Noi crediamo in Gesù, noi seguiamo Gesù, ascoltiamo quello che ci dice Gesù: tutto il resto è superfluo …”

Proprio in quel momento alcune parole mi riportarono alla realtà, parole che mi colpirono chiare e secche come uno schiaffo: “Figlio, ecco tua Madre!”.
Erano le parole di Gesù in Croce prima di consegnare lo spirito: solenni, importantissime e imprescindibili. Le aveva dette Gesù e … non c’era più discussione.

Ogni anno, quando inizia il Mese di Maggio, mi torna in mente questo fatto che ha segnato una svolta nella mia fede.
Fin da bambino andavo di corsa ai Rosari di Maggio per fare il chierichetto: era una festa uscire la sera per cortili e cascine con gli altri amici, rincorrendo maggiolini e lucciole e facendo disperare il parroco perché la cotta era sempre strappata. Quel giorno compresi che la devozione mariana non era solo una bella scampagnata primaverile, un gesto di mariana simpatia o una nobile tradizione da conservare.

Le parole di Gesù in Croce avevano certamente lo scopo di affidare la Madre alle cure del discepolo amato ma contenevano un senso ancora più profondo: erano per il discepolo il dono preziosissimo di una Madre, davano inizio a una nuova maternità di Maria verso la Chiesa, invitavano ogni discepolo a una profonda e vitale relazione con la Madre.
Questa è la radice autentica di ogni devozione mariana.
Buon mese di Maggio!
Don Giuseppe
MAGGIO 2012