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QUARESIMA: “PENTITI E … PENITENTI”
 
Alcuni sostengono che l’Italia sia la nazione dei “pentiti”.
Fonti ufficiali informano che i collaboratori di giustizia (pentiti) sono 791 e i testimoni 71; sommati ai familiari si arriva a un totale di 3754 persone protette (www.camera.it; dati aggiornati al 2007). La medesima fonte sostiene che “i collaboratori di giustizia sono un elemento indispensabile nella lotta contro le mafie” e ne descrive minuziosamente le molte utilità.
Altri sollevano riserve sul fenomeno del pentitismo in particolare per la rapidità con cui alcuni malviventi cambiano bandiera: li arrestano “mafiosi” nel salotto di casa e prima di uscire dalla porta … sono già “pentiti”.
 
Una cosa è certa però: l’Italia non è più un paese di “penitenti”, cioè di coloro che s’impegnano a convertirsi, fanno penitenza e si accostano alla Confessione: evidentemente qualcosa si è inceppato.
Certo la conversione non s’improvvisa: non è la fiammata d’un momento.
Forse – a differenza di certi pentiti di cui abbiamo parlato sopra – ne abbiamo smarrito il senso, l’urgenza e soprattutto la necessità.
 
“L'appello di Gesù alla conversione e alla penitenza riguarda anzitutto la conversione del cuore, la penitenza interiore. Senza di essa, le opere di penitenza rimangono sterili e menzognere.
La penitenza interiore è un radicale nuovo orientamento di tutta la vita, un ritorno, una conversione a Dio con tutto il cuore, una rottura con il peccato, un'avversione per il male, insieme con la riprovazione nei confronti delle cattive azioni che abbiamo commesse. Nello stesso tempo, essa comporta il desiderio e la risoluzione di cambiare vita con la speranza nella misericordia di Dio e la fiducia nell'aiuto della sua grazia.
La conversione è anzitutto un'opera della grazia di Dio che fa ritornare a lui i nostri cuori: il cuore umano si converte guardando a colui che è stato trafitto dai nostri peccati.
La penitenza interiore del cristiano può avere espressioni molto varie. La Scrittura e i Padri insistono soprattutto su tre forme: il digiuno, la preghiera, l'elemosina, che esprimono la conversione in rapporto a se stessi, in rapporto a Dio e in rapporto agli altri” (Catechismo della Chiesa Cattolica 1431-1434).
 
La santa Quaresima ci aiuti a ritrovare pace attraverso un sincero pentimento interiore, ci doni la gioia di sperimentare la paternità di Dio nel Sacramento della Riconciliazione e attraverso atti di genuina Penitenza ci accompagni a novità di vita.
Dunque … autentici “pentiti e penitenti”!
Buon cammino!
 
Don Giuseppe

MARZO 2012