Home Informazioni Prima Pagina Scommetiamo che ...
Scommetiamo che ... Stampa E-mail
Prima Pagina de La Buona Parola
 

SCOMMETTIAMO CHE …

 

 

Ricordate il “figliol prodigo” della parabola di S. Luca?

Quello che pretese subito la metà dei beni cui avrebbe avuto diritto alla morte del padre?

Quello che cercò la felicità altrove e “sperperò le sostanze del padre – ahimè – con le prostitute”?  

Ricordate quando rimase senza soldi, solo e abbandonato, ridotto alla fame e a un lavoro umiliante, come “ritornò in sé” ed ebbe nostalgia di tutto ciò che stupidamente aveva lasciato alle spalle? Come il disagio e la sincerità lo portarono finalmente a invertire la rotta della sua vita?

Anche noi in questo tempo d’emergenza, costretti a lungo fra le mura domestiche, siamo stati ridotti all’essenziale: abbiamo sentito la mancanza di ciò che avevamo trascurato, abbiamo apprezzato ciò che ci rimaneva ma prima davamo per scontato.

La dedizione e il sacrificio di tanti medici e infermieri ci hanno spinto a nominarli “eroi”: ci siamo vergognati delle cattiverie, delle violenze, delle denunce che in troppi hanno superficialmente scagliato contro di loro.

Abbiamo sperimentato il senso di protezione trasmesso dalla nostra casa e il calore insostituibile dell’affetto dei nostri cari, noi, che vedevamo la felicità soltanto “fuori”; abbiamo apprezzato il silenzio, la riflessione, la preghiera quando prima ne facevamo a meno; la consapevolezza della nostra fragilità ci ha reso più umili, più capaci di commuoverci per condividere le sofferenze degli altri; abbiamo desiderato il collegamento video  con la Comunità e i Sacerdoti, sentendo quei momenti come nostri e di tutti, ma “quando andava tutto bene” il legame era piuttosto blando.

Quei lunghi giorni di silenzio ci hanno fatto riflettere su molte cose: sulla vita stessa e le sue priorità; ci siamo accorti che molte cose erano scombinate, in ordine di importanza sbagliato, addirittura capovolto, e così ci siamo promessi che alla ripresa avremmo messo le cose giuste al loro posto: “Non vogliamo che le cose tornino come prima, ma meglio di prima; anche noi stessi vogliamo diventare migliori”.

Com’è diverso il mondo quando viene letto alla luce dell’emergenza, quante riflessioni sagge abbiamo fatto ed ora non devono andare perdute…

Ne usciremo migliori, con l’aiuto di tutti?

Si accettano scommesse, ma … mi raccomando: cominciamo col mettere da parte il solito pessimismo!

 

Don Giuseppe