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COMUNICARE, GUARDARE AL FUTURO

 

Serata “frizzantina” quella dell’ultimo Consiglio Pastorale di Comunità.

Nella seduta precedente, la prima del nuovo Consiglio, erano stati scelti i “referenti” delle Commissioni per tenere un vivo collegamento fra le principali attività pastorali e il Consiglio Pastorale stesso: il lavoro da compiere con i criteri e gli obiettivi erano stati rimandati alla seduta seguente ma, nel periodo natalizio, i “referenti” si sono impegnati parecchio trovandosi, facendo il punto della situazione, formulando proposte.

“Fantastico! Lasciamoli lavorare…” ci siamo detti in Diaconia, non senza stupore e ammirazione.

Ed ecco tutta la ricchezza del lavoro dei “referenti” su Liturgia, Missioni, Carità, Famiglia, Iniziazione cristiana, Pastorale giovanile, Scuola della Fede per Adulti, Comunicazione: serata “frizzantina”, appunto.

Vorrei dedicare qualche parola al tema della Comunicazione: c’è uno stretto legame fra “Comunità” e “Comunicazione” a partire dalla stessa radice etimologica (“cum” e “munus”) che indica un incarico, un dovere, un patrimonio da non tenere per sé ma da condividere con altri. La Comunità esprime la sua identità e i suoi valori comunicando al suo interno e con gli altri, cammina offrendo il suo contributo nella società e accogliendone le sollecitazioni; l’esperienza del confronto edifica, matura, purifica la Comunità e la rende più consapevole della sua missione: le apre la mente e il cuore per sognare e preparare il futuro comune.

La nostra Comunità Pastorale si serve di vari strumenti di Comunicazione: da quelli più semplici e tradizionali (il foglietto degli avvisi, i cartelloni alle porte della Chiesa, questo notiziario “La Buona Parola”) a quelli più moderni come i siti Internet e più “a portata di smartphone” come Facebook, Instagram e altri.

Una curiosità: alcuni sociologi affermano che tra noi la domanda religiosa è in aumento ma tende a non rivolgersi alle istituzioni religiose tradizionali… Lo sapevate? Come possiamo intercettare questa domanda?

Quella sera abbiamo capito che se vogliamo crescere dobbiamo investire più forze e maggiore creatività in questo campo, non solo perché gli strumenti da gestire sono tanti e gli attuali collaboratori chiedono il cambio: dobbiamo imparare a dialogare con tutti in una società che cambia rapidamente.

Diamoci da fare, guardiamo al futuro!

 

Don Giuseppe