LA TRAVERSATA Stampa E-mail
Prima Pagina de La Buona Parola
 

LA TRAVERSATA

 

Non so perché, ma in questi giorni mi tornano alla mente le vacanze seminaristiche dopo la prima media a Seveso. Benché l’anno scolastico si fosse chiuso ufficialmente il 13 Giugno  in Seminario la Scuola si protrasse ancora per una decina di giorni; “Arrivederci a Ottobre” direte voi: neanche per sogno! A Luglio era prevista la vacanza comunitaria: tutti in montagna per quindici giorni, tranne coloro che avevano patito l’invernata con bronchiti o altri malanni – io facevo parte di questi – spediti al mare per tre settimane.

In Agosto si teneva il “mese interno”: quattro settimane di Seminario con mattinate di Scuola interrotte dalla gita settimanale, il giovedì; ricordo quella del 22 Agosto 1968 a Cervinia, con il prof. di lettere che in pullman ci leggeva dell’invasione della Cecoslovacchia e uno zaino pesante da portare fino al rifugio. Il mese di Settembre si rimaneva in famiglia: rientro a scuola il 1° Ottobre, San Remigio.

 

La prima vacanza da seminaristi era accompagnata da specifiche proposte e molte raccomandazioni; il rischio era quello di perdere tutto quanto immagazzinato durante l’anno sotto la cura vigile (molto) del Padre Spirituale e degli Educatori: vita spirituale, comportamenti confacenti e quant’altro; ci avevano fornito una scheda quotidiana, una speciale di check list con una serie di impegni e doveri da compilare puntualmente ogni sera, durante l’esame di coscienza.

Ci venne fornito anche un libro di meditazione quotidiana scritto ad hoc: “La traversata” di don Luigi Olgiati; sottotitolo: “Meditazioni proposte ai seminaristi della prima classe” (Daverio, 1960). La vacanza veniva descritta come una lunga traversata con tutte le bellezze, le fatiche e i rischi della navigazione; al seminarista non mancavano riferimenti e aiuti, ma doveva dimostrare di sapersi gestire con impegno e fedeltà evitando accuratamente i pericoli: durante la navigazione si corre il rischio di smarrirsi o, peggio, di affondare.

 

Ho capito che l’estate è una provvidenziale traversata, uno scrigno di esperienze preziose che fanno crescere: non tutte le cose importanti da imparare sono scritte sui libri di Scuola! Ho capito che è possibile “riposarsi” ricreandosi con attività che gratificano (lettura, musica, cammino…); ho imparato a cogliere le proposte belle che chiedono impegno e fedeltà: l’Oratorio Feriale è una di queste.

Mi rendo conto che quel modello di vacanza oggi è improponibile ma – fatte le debite proporzioni – lo racconto per mettere in guardia dal diffuso mito del “dolce far niente”: perdere tempo non è libertà, produce noia e insoddisfazione.

E tu hai già immaginato la tua “traversata” oppure hai solo prenotato un volo e un hotel?

 

Don Giuseppe