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SIETE MAI STATI AL “CRISTO PENSANTE”?

 

Questa foto l’ho scattata io, in vacanza con le famiglie, il 21 Agosto 2014, giorno memorabile per il piccolo Nicolò, che decise di “diventare grande” e di separarsi dal suo ciuccio: lo buttò dalla montagna e non lo cercò mai più! Presso la vetta del Castellazzo (m. 2333), nello scenario suggestivo delle Pale di S. Martino, ci siamo fermati davanti a una statua singolare: il “Cristo pensante” con la scritta “Trova il tempo per pensare, trova il tempo per pregare, trova il tempo per sorridere”. alt

 

“Trova il tempo…” è una parola: oggi non c’è più tempo per pensare (bisogna agire), né per pregare (per molti è inutile), né per sorridere (non c’è motivo).

Viviamo in un contesto socioculturale che non ci permette più di “avere tempo”: il lavoro ci impone di fare sempre di più e più in fretta; il tempo in famiglia diminuisce ma con esigenze e scadenze sempre in aumento; la comunicazione è diventata frenetica: telefonate, sms, mail, whatsapp arrivano come se piovesse; bisogna rispondere immediatamente ma senza neppure incontrarsi. L’altro giorno sul treno tutti erano incollati allo smartphone; fuori c’era lo spettacolo di un bel sole radente, peccato che nessuno se ne sia accorto: tutti erano “connessi” via cellulare ma nello scompartimento non si sentiva parola e sui volti non appariva alcun sentimento. 

 

Talvolta mi viene il dubbio che non ci sia più tempo perché qualcuno ce lo ruba e voglia impadronirsi della nostra vita per incanalarla verso non so dove. Prendete il mondo dell’informazione: volano slogan e parole grosse, bugie e mezze verità;  certo, suscitano facile consenso e reazioni emotive che aggregano, ma troppo spesso nascondono la complessità dei problemi ed evitano bellamente riflessioni approfondite.

 

Si chiede il nostro Arcivescovo nell’ultimo discorso alla Città di Milano: se ricominciassimo a “pensare”? Siamo ancora “autorizzati” a farlo, sapete… E se ci mettessimo a “pensare insieme”, magari  immaginando una nuova società, migliore di questa? E se facendo questo mettessimo al centro il valore del bene “comune” e non solo di qualcuno?

 

L’agire ha preso il primato sul riflettere, anzi, s’è preso tutto lo spazio, questo è il guaio. Ti propongo un piccolo esperimento: tornando a casa dal lavoro non accendere lo stereo in auto, non ascoltare musica cogli auricolari; quando arrivi in famiglia fai lo stesso: né smartphone, né computer e neppure quell’enorme TV piatto che è il padrone del salotto. Il miracolo di un po’ di silenzio ti ristorerà e potrai vedere il volto luminoso dei tuoi cari: il tempo per pensare, per pregare, per sorridere arriverà da sé.

Don Giuseppe