BUONA PASQUA Stampa E-mail
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Sorelle e fratelli carissimi, fra pochi giorni celebreremo la santa Pasqua.

Alle nostre spalle sta ormai il lungo cammino della Quaresima: itinerario interiore - personale e comunitario - di preghiera, penitenza e carità. Ora vogliamo rivivere con Gesù gli eventi culminanti della sua vita: sono suoi, perché Egli li ha vissuti in prima persona, ma sono anche nostri, sono "per noi"; tutta l'umanità era presente nel cuore di Cristo mentre egli viveva "quella" Pasqua.
 
La festa di Pasqua sta al centro di due lunghi periodi liturgici: la Quaresima di quaranta giorni come tempo di preparazione e il Tempo pasquale di cinquanta giorni (fino a Pentecoste) in cui approfondire l'immenso mistero della Pasqua di Gesù e farne esperienza nella Chiesa; questo dovrebbe aiutarci a capirne l'importanza e la centralità. 

 

"Felice come una Pasqua".

Quando si incontra una persona che vive una gioia particolare, unica e intensa si dice proprio così.

La Pasqua di Cristo è la radice della nostra felicità: rinnova tutto, riempie tutto, trascina tutto; il nuovo volto di Dio che si rivela pienamente come Amore nella Pasqua di Cristo a tutto dà speranza.

Penso che la gioia sia una testimonianza fondamentale che noi cristiani dobbiamo dare al mondo di oggi; una gioia ovviamente radicata in Cristo e nella sua Pasqua, non nel piacere, nel possedere, nell'apparire, nel divertirsi, dove cioè ormai troppa gente si illude di trovarla.

"Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi".
Qualche burlone confronta la scena del Presepio (Gesù bambino nella mangiatoia vicino a Maria e Giuseppe) con quella della Croce (Gesù tra i due malfattori) e le commenta con queste parole.

Certo le due feste principali della nostra fede sono molto diverse tra loro, anche nel loro risvolto familiare: il Natale senza l'intimità della famiglia è monco e Pasqua (anche la stagione lo favorisce) è il tempo in cui "uscire". Per me personalmente non è così; ma vedo che più gli anni passano e più i giorni di Pasqua assomigliano a un fuggi fuggi, tanto che il Lunedì dell'Angelo la Chiesa sembra il sepolcro vuoto di Gesù!

 

Montagna, mare, città d'arte, Caraibi, Mar Rosso… Non dimenticarti di programmare fin d'ora (le agenzie non lo faranno per te) come e dove parteciperai al Triduo pasquale e soprattutto alla Santa Messa di Pasqua.

 

"Confessarsi almeno una volta all'anno e comunicarsi almeno a Pasqua".

Questa frase l'abbiamo imparata a memoria fin da bambini, quando andavamo al catechismo (una volta si chiamava così).

E' un precetto della Chiesa che fissa il minimo di "sopravvivenza spirituale" per il cristiano.

E' il "precetto pasquale" che sottolinea la centralità della Pasqua e l'importanza fondamentale di "fare Pasqua".

Ricordate il colpo di lancia del soldato a Gesù morto in croce? L'evangelista Giovanni dice che dal cuore di Gesù sgorgarono sangue e acqua (Gv 19,34): sono segno dell'Eucaristia e del Battesimo.

Dal cuore di Gesù che si è donato per amore sgorgano i suoi doni più grandi, i Sacramenti, che oggi inondano di grazia la vita del cristiano e della Chiesa diffondendo la Pasqua del Signore. Riceverli con fede è "fare Pasqua", cioè accogliere nell'oggi del tempo e della nostra persona la ricchezza della Pasqua di duemila anni fa.

Gesù si è donato nella sua Pasqua per te: non rimanerne estraneo, non accontentarti del minimo!

 

Tanti auguri di buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie.

 
 
 

don Giuseppe