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SULLE ORME DEI SANTI

 

Sono certo che avete seguito in TV la canonizzazione di Paolo VI, Oscar Romero, il “nostro” don Francesco Spinelli e altri quattro beati: devo dirvi però che se aveste vissuto questo evento in Pazza San Pietro avreste percepito molte cose che la televisione non era capace di trasmettere. Anzitutto la gioia contagiosa e coinvolgente che si vedeva negli occhi di tutti: perfino sulla via del ritorno, nell’Autogrill  strapieno di gente di ogni dove, ci sentivamo un’unica famiglia; poi la speranza fiduciosa di appartenere a una Chiesa giovane in cammino: il cristianesimo nella vecchia Europa sembra zoppicare e balbettare, ma in altre parti del mondo vive una rigogliosa primavera (quanti cristiani del Salvador festanti per il loro Vescovo santo e martire!); e ancora lo stupore condiviso di scoprire nei sette volti esposti sulla facciata maestosa di San Pietro la multiforme fantasia di Dio che inventa nuovi Santi in ogni epoca, in ogni nazione, età e vocazione.

Davvero Dio non abbandona la sua Chiesa in cammino nel tempo e continua ad accompagnarla compiendo meraviglie inaspettate tra gli uomini: il prossimo 1° Novembre festeggeremo, fra tutti i Santi, anche i sette nuovi canonizzati il 14 Ottobre!

 

Non dobbiamo però commettere l’errore di pensare che la santità sia la chiamata solo di alcuni o -peggio- di “altri”, come se noi dovessimo cercare la “vera vita” altrove. Così pensava il barbiere Fusi:  “Tutta la mia vita è stata uno sbaglio! Chi sono mai io? Un poveraccio di barbiere, ecco quello che sono! Se potessi vivere una vera vita, sarei un uomo del tutto diverso!” Quale fosse questa vera vita, il signor Fusi non ne aveva la minima idea. Pensava vagamente a qualcosa di importante, sfarzoso, come si vede sulle riviste illustrate. “Ma per vivere davvero si deve avere tempo. Bisogna essere liberi. Io invece resterò per tutta la vita prigioniero di chiacchiere, schiuma di sapone e ticchettio di forbici” (M. Ende, Momo, pag. 56).

La “vera vita” consiste nella santità, nell’appartenere a Dio in piena sintonia con Lui! Dio chiama tutti alla santità, anche ciascuno di noi; Dio -“il Santo”- ci fa dono della sua santità in ogni momento della vita quotidiana chiedendoci di vivere con fede e con amore quanto stiamo facendo: dal lavoro, alla famiglia, alla preghiera, tutto... L’ha detto anche Papa Francesco: “Gesù oggi ci invita a ritornare alle sorgenti della gioia, che sono l’incontro con Lui, la scelta coraggiosa di rischiare per seguirlo, il gusto di lasciare qualcosa per abbracciare la sua via. I santi hanno percorso questo cammino. L’ha fatto Paolo VI; oggi ci esorta ancora, insieme al Concilio di cui è stato il sapiente timoniere, a vivere la nostra comune vocazione: la vocazione universale alla santità. Non alle mezze misure, ma alla santità”.

Camminiamo sulle orme dei Santi!

 

 

Don Giuseppe