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"Pensieri a spasso" per il Tempo Pasquale Stampa E-mail
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“PENSIERI A SPASSO” PER IL TEMPO PASQUALE

 

La “buona notizia” di questo tempo è la “sorprendente matematica di Dio”; confronto all’ordine stabilito dall’uomo si comporta come “il treno dei desideri” cantato da Celentano: “all'incontrario va”!

L’uomo usa “misure di grandezza”? Dio segue “misure di piccolezza”. L’uomo cerca di prevalere con il successo? Dio salva l'umanità con una sconfitta, la Croce. L’uomo ama la comodità? Dio lo invita a passare per una porta che è più stretta di lui. L’uomo smania d’essere “adulto”? Dio gli dice che deve ritornare bambino…

I conti non tornano. La matematica dell’uomo sembra logica e lineare, quella di Dio strampalata e piena di errori: ma da cinque pani e due pesci tira fuori il pasto completo per cinquemila persone e dodici ceste di avanzi; mica male!

 

 

La chiave che apre tutto è l’umiltà: Dio è umile.

Anche se è infinito ed eterno non è superbo: non ne ha bisogno, è Signore di tutto... L’uomo invece, che sa bene d’essere piccolo, è tentato di cercare un piedistallo (denaro, potere, notorietà, prepotenza) per diventare superiore agli altri: così disprezza e opprime i più deboli di lui.

Siccome Dio è umile è capace di accorgersi dei poveri, dei peccatori in cerca di perdono, di coloro che nessuno ascolta ai quali è rimasto solo Dio in cui sperare: Egli si concede proprio a costoro e promette la liberazione e la felicità che solo Lui sa dare. Allora la salvezza non è per pochi privilegiati ma è proprio per tutti: questa è davvero una “buona notizia”!

 

Solo coloro che si fanno umili davanti a Dio possono essere toccati da Lui.

Umili… poveri... noi? La paura d’esserlo ci fa già venire l’orticaria! Facciamo ogni sacrificio perché i nostri figli non si sentano inferiori agli altri: “devono avere quello che hanno tutti” (compreso il superfluo e l’inutile) e se nostro figlio trova un lavoro umile ci vergogniamo e diciamo: “Piuttosto ti mantengo io” e chiusa lì.

Solo coloro che si fanno umili davanti a Dio possono essere felici (“beati”): la felicità viene da Dio, Egli ne è l’autore, la fonte che le dà sostanza, Colui che la dona. Solo coloro che sono umili sanno amare e sono attenti agli ultimi: la solidarietà vera nasce dal considerare chi ci sta davanti un fratello importante come noi, anche se meno fortunato di noi; chi è superbo invece non sa uscire da se stesso.

 

 

La fede è, al fondo di tutto, fidarsi di Dio, della sua “sorprendente matematica”, e affidarsi a Lui: la dottrina, il culto, i segni liturgici, le feste religiose poggiano su questo fondamento. Il tempo pasquale ci sprona all’autenticità della fede come relazione profonda, personale e vitale con Dio: certo non è facile  riporre ogni gioia e speranza in Cristo Salvatore, ma le vette si raggiungono lentamente, passo dopo passo, accettando la fatica e con nel cuore un gran desiderio della meta; anche le vette spirituali.

 

Buon tempo pasquale!

 

 

Don Giuseppe