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Prima Pagina de La Buona Parola
 “CRISTO C’È, E IO L’AMO”

 

 

Il cammino quaresimale ci dona esperienze che formino un cuore più docile, più disponibile a farsi istruire e guidare dalla voce di Dio: anch’io mi sforzo di dedicare più tempo alla meditazione della Parola, aiutato da qualche testo di maestri spirituali.

Inutile nasconderlo: il Card. Martini è quello più “in voga”, anche tra i preti …

Ho trovato però alcuni scritti molto belli del suo predecessore, il Card. Giovanni Colombo, che mi hanno scaldato il cuore:  voglio proporveli.

“Cristo c’è, e io l’amo” è praticamente la sintesi di tutta la sua dottrina e pedagogia: il Cardinale sprona i suoi preti – e tutti noi quindi – a un dialogo caldo e assiduo, che egli non esita a paragonare al dialogo tra innamorati. “Quando il fuoco di quel dialogo si accende e scoppietta nel cuore – osserva – allora si fa dentro una luce nuova che man mano cresce come l’amore di un limpido giorno nuovo. In quella luce l’anima vede ciò che prima non sospettava neppure”.

“Ho capito – scrive a un sacerdote che si affida alla sua direzione spirituale – che bisogna vivere da innamorati. E l’innamorato, secondo la definizione di S. Tommaso, “est ens extra se vivens in alio”. L’innamoramento è vivere,  dimentichi di noi stessi e di tutti nostri egoismi, in un Altro che non può essere se non Gesù”.

“Gesù va inteso come veramente e interamente è: una persona viva, presente, vicina. Lo si può chiamare, certi di essere sentiti. Lo si può abbracciare nel nostro cuore, certi di non stringere un fantasma, un sogno, un ideale metafisico, ma una persona amante in carne ed ossa, in anima e divinità. I nostri sensi possono avere la più incrollabile sicurezza dei posti ove lo possiamo avvicinare quaggiù: dove essi incontrano  le apparenze del pane e del vino consacrato.

Se tu lavori e soffri per lui, egli vede e sa, si commuove e non dimenticherà. Se tu gli fai un torto, offendi la persona più delicata e sensibile, la più immeritevole di sgarbo e d’ingiuria. Se la visione della tua miseria e cattiveria, in qualche giorno ti sgomenta e ti opprime, pensa che egli è infinitamente comprensivo e misericordioso. Se talvolta, rasentando le creature, i riverberi della loro bellezza, armonia, intelligenza, bontà ti fanno tremare il cuore, pensa quale sarà il fascino di lui che è tutta la bellezza, la finezza, l’intelligenza, l’armonia, la bontà.

Egli solo può rispondere alla sete d’infinito che si cela nel tuo spirito. Egli solo può placarla: egli che ti ama realmente fino al dono totale di sé, di un amore che la morte, invece di dissolvere, farà sbocciare in una immortale e fulgente pienezza”.

Buon itinerario quaresimale e buona Pasqua!

 

Don Giuseppe