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Il profumo del calicantus PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro   
Sabato 06 Febbraio 2016 16:00
 

IL PROFUMO DEL CALICANTUS

 

Con piglio baldanzoso e fervore di “belle speranze” abbiamo scollinato verso il nuovo anno 2016, ma ci siamo risvegliati nel medesimo pelago dell’anno vecchio: anche l’entusiasmo svanirà rapidamente coi botti e le danze della notte di Capodanno?

Mi pare di ravvisare nel cuore di molta gente un misto di sentimenti: paura, incertezza, sfiducia…  Rischiamo di chiuderci nell’indifferenza, imbacuccati e frettolosi come a causa dell’inverno. Già… l’inverno che intristisce la natura sembra proiettarsi fin nell’animo umano.

 

Riflettevo un poco su queste considerazioni quando, attraversando la piazza, mi ha raggiunto la fragranza intensa, dolce e aromatica del Calicantus che si trova sull’angolo, in alto, vicino alla Chiesa. Il Calicantus (il nome proprio è “Chimonanthus”, cioè “fiore d’inverno”, della famiglia delle Calycanthaceae) è un miracolo della natura nell’aria gelida di questi giorni; il suo profumo, insospettato, sembra che voglia rassicurarci: “La primavera – certo – è ancora lontana, ma la natura è viva: impercettibilmente lavora e cresce; fidatevi: attorno a noi non ci sono solo gelo e disagio, ed io ne sono la prova…” 

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Mi sono tornate alla mente le parole che il Card. Martini rivolse a noi, preti 1981, nel 2006 a Gerusalemme: “Dobbiamo imparare a leggere intorno a noi e nella nostra esistenza i segni della vita divina che Gesù è venuto a portare. Certo la sua presenza non è così evidente, infatti molti la negano; la nostra convinzione invece è che con la sua Risurrezione Gesù ha instaurato il Regno, incominciando innanzitutto da sé quale primo dei risorti. Inoltre lo ha instaurato seminando, inserendo nel tempo tutti quegli atteggiamenti evangelici che formano appunto l’inizio della divinizzazione dell’uomo. Una parte del mondo è già divinizzata in Cristo, nell’Eucaristia, in tutta la realtà sacramentale e in tutti coloro che seguono in qualche maniera la via del Vangelo. Questa è la vita divina sparsa nel mondo e che già opera in mezzo alle nostre comunità: noi ci siamo dentro. Ma in noi c’è ancora molta tenebra; continua a prevalere la guerra e l’odio, ma anche semplicemente la vanità, l’ambizione, la ricerca del successo, la prevaricazione: il Regno è mescolato a tutto questo, per cui occorre l’occhio della fede per vederlo. Ma  chi riesce a percepirlo con gli occhi della fede gode di una visione magnifica: vede un mondo che è già fin d’ora trasformato e sente come sua la missione di divinizzarlo in se stesso e in tutti coloro con cui ha a che fare. Così si cammina verso la pienezza dei tempi, quella annunciata da Gesù e da lui iniziata nel suo vivere lui stesso in obbedienza al Padre… ” 

 

Comincia la Quaresima nell’Anno Santo della Misericordia: siamo invitati ad attraversare con speranza gli inverni della natura e quelli del cuore umano; come il profumo incantevole del Calicantus in pieno  inverno,  qua e là ci sorprenderanno il perdono, lo slancio dell’amore, la generosità oltre le aspettative e molte altre novità inattese: sono il segno evidente di una vitalità che non si smarrisce ed ha la sua radice in Dio.

 

 

Don Giuseppe

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Febbraio 2016 16:07
 
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