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I Sacerdoti appianesi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Marzo 2011 23:27

I Sacerdoti appianesi


Mons. Gianni Fontana
 
 
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Nato il 30 luglio 1925 ordinato  sacerdote il 22 maggio 1948 dal Cardinal Ildefonso Schuster. Coadiutore a Uboldo, dal 1953 insegnante e padre spirituale del collegio De Amicis a Cantù fino al 1994. Cappellano del Santuario di Lourdes dove aveva promosso 6o pellegrinaggi. Ha assunto infine incariche pastorali a Vighizzolo di Cantù dove è tuttora impegnato come residente.
  E' morto ad Appiano il 2 giugno 2015
 

Mons. Emilio Ferrario
 
 
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Nato ad Appiano Gentile (CO) nel 1940, è stato ordinato presbitero il 28 giugno 1963. Professore al seminario minore di Masnago (Va) fino al 1968, l’anno seguente ha insegnato a Milano all’Istituto S. Vincenzo. È stato vicario parrocchiale a S. Nicolò di Lecco dal 1969 al 1976, quando è stato nominato parroco della comunità di Caccivio (Co). Nel 1987 è diventato Economo generale del Seminario e Rettore Responsabile del Diaconato Permanente. Nel 1993, lasciato quest’ultimo incarico, ha assunto il ruolo di Responsabile della formazione permanente degli stessi Diaconi (incarico che ha conservato fino al 1996).
È stato presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero dal 1995 al 2005.Dal 1998 è canonico maggiore ordinario di S. Ambrogio (Mi).
E' morto il 9 marzo 2016 a Caccivio.
 

Don Giuseppe Marinoni
 
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Nato il 7 Agosto 1960, ordinato sacedote l'8 giugno 1985.  Vicario Parrocchiale a Vedano Olona, direttore spirituale Collegio "Bentivoglio" Tradate dal 1992 al 2002. Vicario Parrochiale a Santo Stefano in Tradate dal 1991 al 2002. Parroco di Gorla Maggiore (VA) e Decano della "Valle Olona" 
  Nel 2015 nominato Prevosto di Magenta.
 

Don Carlo Rossini

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Nato il 19 agosto 1974, ordinato sacerdote il 12 giugno 1999.  Vicario Parrocchiale a Bareggio (MI)   Vicario Parrocchiale a Rescaldina.  Attualmente è vicario a Lainate.
 
 
 


Padre Mario Mazzoni


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Padre Mario Mazzoni nasce nel 1925 a Talamona. Nel 1937, con i genitori, arriva ad Appiano Gentile. 
Entrato nel seminario minore dei Missionari Comboniani a Como nel 1938 ha continuato gli studi a Brescia e nel 1943 entra nel Noviziato comboniano di Firenze. Fa i primi voti il 15 agosto del 1945. A Rebbio di Como frequenta il Liceo. Compie gli anni di Teologia a Brescia e li completa a Venegono Superiore, dove il 22 settembre 1950 fa il passo definitivo con i voti perpetui come missionario comboniano.  Il 19 maggio del 1951 è ordinato Sacerdote a Milano per le preghiere e l’imposizione delle mani del Beato Cardinal Ildefonso Schuster.
A Lucca è incaricato della promozione vocazionale per tutta la Toscana  e per quattro anni ha modo di conoscere molte parrocchie di tutte le province della regione.
Alla fine del 1955 i Superiori lo chiamano a Verona con l’incarico di visitare i seminari diocesani. Lo scopo è portare ai futuri sacerdoti lo spirito missionario. L’Enciclica “FIDEI DONUM” del Papa Pio XII darà in quegli anni un grande impulso allo spirito missionario in tutta la Chiesa.
Numerosi seminaristi sceglieranno la vocazione missionaria. La necessità di conoscere personalmente le missioni dell’Africa porta P. Mario a partire in agosto del 1957 per l’Uganda.  Una esperienza molto positiva per continuare l’animazione missionaria nel seminari di tutta l’Italia.
Alla fine del 1962 è destinato alle Missioni dell’Ecuador: prima Missione  QUININDÉ popolata per il 90% da afrodiscendenti che vivono lungo i fiumi e si dedicano alle piantagioni di banane. Il 10 marzo del 1963 si salva miracolosamente dal naufragio nel fiume omonimo. Però  perde la vita un giovane comboniano di 28 anni,   fratel Giovanni Piacqueadio. Nel 1965 il Vescovo di Esmeraldas lo invia alla missione di Muisne, sulla costa dell’ oceano Pacifico. La popolazione appartiene alla etnia manabita, però con buona presenza di negri.
Nell’agosto del 1966 il Superiore Generale gli chiese di andare in Perù a collaborare con i confratelli comboniani di lingua tedesca. Raggiunse Lima in aereo l’8 ottobre di quell’anno. Gli fu affidata la missione di Yanahuanca a 3500 s.l.m. Una vallata con 45 paesi praticamente abbandonati da più di dieci anni. Non trova né casa né chiesa. Ma il lavoro di Evangelizzazione, soprattutto nelle scuole, è molto più libero che in Ecuador.  La popolazione per il 95% è discendente degli Incas e parlano il kechua. 
Nell’ agosto del 1968 dopo sei anni di missione ritorna in patria per le vacanze passando per Bogotà,  dove partecipa al Congresso Eucaristico di tutta America Latina. Grande commozione suscita in tutto il Continente l’arrivo di Paolo VI.
Ritorna ad Appiano Gentile accolto dalla sua numerosa famiglia e dagli amici.  Ai primi di ottobre partecipa a Roma al corso di aggiornamento per i missionari comboniani reduci dalle missioni. Al termine di questo in aprile del 1969 è nominato membro del Capitolo Generale che inizia ai primi di maggio e terminerà l’8 dicembre dello stesso anno.
Il 4 febbraio 1970 riparte per il Perù. Questa volta per mare sulla Motonave “Verdi”. L’accompagnano a Genova il ¨Prevosto e un bel gruppo di giovani. In  24 giorni raggiunge il porto del Callao.
La destinazione è Lima, la capitale del Perù. Il  Cardinale Juan Landazuri gli affida una parrocchia in periferia: “Los doce apóstoles” con circa 30 mila abitanti. Saranno dieci anni di pastorale con una preferenza per i giovani e le famiglie senza dimenticare l’animazione missionaria a raggio nazionale.
A fine del 79 l’ubbidienza lo porta in Spagna a San Sebastian e dopo un anno a Madrid.  In gennaio del 1981 i Vescovi del Perù lo nominano Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie.   Il nuovo lavoro per far crescere lo spirito missionario in tutta la Chiesa del Perù, lo porteranno per tutto il territorio peruviano costituito da 2500 km. di costa, dalle Ande e dalla immensa foresta amazzonica.  La Conferenza Episcopale del Perù lo confermerà per altri tre periodi fino al 2001. Nel 1991 gli toccherà organizzare con il P. Romeo Ballan, pure Comboniano, il grande Congresso Missionario Latinoamericano IV.
Lasciate le PP.OO.MM. nel maggio del 2001 celebra il 50° di sacerdozio ad Appiano Gentile. Ritornato in Perù sarà inviato ad aprire il Centro Missionario di Trujillo e nel 2006 per due anni al Centro Missionario di Santiago in Cile.
Attualmente,  di ritorno da Lima,  dove si è dedicato all’animazione missionarai e alla pastorale familiare, alla bella età di quasi 90 anni vive presso la Comunità comboniana di Rebbio (Como). 


Don Matteo

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MATTEO DIACONO!
Che cosa fa il diacono?                           
Sabato 3 Ottobre alle ore 9.00  nel Duomo di Milano, attraverso la preghiera e l’imposizione delle mani del cardinale Dionigi Tettamanzi, il nostro seminarista Matteo Missora è stato ordinato Diacono. Ha ricevuto così il primo grado del Sacramento dell’Ordine (il Diaconato) in attesa di diventare Presbitero (cioè Prete, secondo grado) il 12 Giugno 2010 e … Vescovo (terzo grado) se e quando il Signore vorrà. 
A differenza dei Diaconi Permanenti, per Matteo e per i suoi compagni di Seminario il Diaconato è un dono del Signore in preparazione al Presbiterato: questo non vuol dire che si tratti di un dono poco importante. Cerchiamo di capire in che cosa consiste, aiutati dalla testimonianza del nostro Patrono S. Stefano, Diacono e Martire, e degli altri Diaconi di cui parla il libro degli Atti degli Apostoli ai capitoli 6 e 7.
I Diaconi  sono persone “di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza” (At 6,3) scelte per affiancare i Presbiteri e i Vescovi nel servizio a favore della Comunità cristiana (la parola greca diakonos venne utilizzata sin dall’inizio della storia della Chiesa per indicare colui che si poneva nella Comunità a servizio del prossimo, in modo autorevole e ufficialmente riconosciuto).
Sono quindi Ministri di Cristo consacrati col Sacramento dell’Ordine: per questo hanno una propria veste liturgica e un  proprio posto all’altare durante le celebrazioni.
Sono stati istituiti dagli Apostoli per l’assistenza dei poveri a nome della Comunità , sono immagine di Cristo e della Chiesa, donano la propria vita e si fanno carico amorevolmente dei più deboli. Hanno il compito di proclamare il Vangelo e di tenere l’omelia, hanno l’obbligo di celebrare la liturgia delle ore a nome dell’intera Chiesa, possono amministrare il Battesimo, benedire le Nozze, accompagnare alla sepoltura i defunti.
Certo, Matteo (che dopo l’ordinazione impareremo a chiamare “don Matteo”) diventerà prete e farà il prete, ma il dono e la spiritualità diaconale rimarranno in lui per sempre.
In questi giorni la nostra Comunità lo accompagna con affetto e preghiera perché Dio porti a compimento l’opera che in lui ha cominciato.
 
don Giuseppe

 
Don Matteo il 12 giugno  2010 è stato ordinato sacerdote e svolge il suo ministero a Olgiate Olona.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Marzo 2016 16:34
 
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