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Pensieri per un buon principio 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro   
Venerdì 23 Dicembre 2011 09:42
IN PRINCIPIO …

Pensieri per un “buon principio d’anno”

 

“In principio...

Dio creò l'uomo...

prese un po' di terra e, con quella, plasmò l'uomo...

gli soffiò nelle narici un alito di vita...

Dio mise l'uomo nel giardino di Eden...

Disse: ‘Puoi mangiare qualsiasi frutto ma non... ‘

Non è bene che l'uomo sia solo...

Dio formò la donna e la condusse all'uomo...”

(Genesi 1,27; 2,7. 15-18.22)

 

Alcuni antichi saggi di Israele (questi brani sono stati composti fra il 1000 ed il 600 a.C.), ispirati da Dio, con queste parole ci hanno tramandato le loro profonde convinzioni: l'uomo viene da Dio e a Dio ritorna; egli è solidale con la natura e fragile come la terra, ma dentro di sé ha la vita di Dio e nel cuore una grande nostalgia di Lui.

Egli è abitante del mondo, amministratore della creazione: ne è responsabile con il lavoro, l'arte, l'ecologia.

Dio l'ha creato libero; ma questo non vuol dire che l'uomo non abbia limiti: solo Dio è Signore della vita, del bene e del male.

L’uomo è fatto per vivere in comunione con gli altri e per avere pienezza nell'unione uomo-donna: è un male quando è solo e la solitudine peggiore è quella dell'odio, dell'egoismo, del peccato.

 

Tu che ne pensi?

A me tutto questo suggerisce molte domande e riflessioni: te le voglio dire.

 

§  Non si vive senza convinzioni: gli antichi le ricercavano con passione, noi non più.

Se loro erano antichi, noi non staremo, per caso, diventando "vecchi"?

§  “Uomo diventa ciò che sei!” E’ un problema di identità: o si è uomini veri o non lo si è.

Oggi l'identità la facciamo dipendere dall'immagine esteriore che sappiamo dare di noi.

Non staremo, per caso, diventando "vuoti"?

§     A loro (gli antichi) facevano problema il male, l'ingiustizia, l'incredulità, gli ostacoli nel costruire il mondo secondo Dio.

Il nostro problema è “godere”.

Non staremo, per caso, diventando "inutili"?

§  Il loro sguardo era rivolto al futuro, nell'attesa che Dio compisse la sua opera.

Per noi conta solo il presente: il futuro è incerto, quindi...

Non saremo, per caso, "senza speranza”?

§  Amavamo la vita, una vita della quale volevano conoscere pienamente il significato e gli intimi orientamenti.

A noi tutto ciò interessa poco o niente.

Ma questo è "vivere" o "sopravvivere”?

 

Queste domande non vogliono scoraggiarti ma provocare in te una riflessione, una riconversione alla vita, ai valori, al progetto di Dio, ed una disintossicazione da pensieri e atteggiamenti comuni nel nostro tempo che finiscono per snaturarti.

I cristiani sono persone serie e consapevoli e non tristi o annoiate!

Facciamo insieme, nella Chiesa, questo cammino.

Buon Anno nuovo!

 

Don Giuseppe

GENNAIO 2012






Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Novembre 2012 14:28
 
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