Home
Rileggere la propria vita alla luce della fede PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro   
Domenica 04 Settembre 2011 12:51
Rileggere la propria vita alla luce della fede
 
Lunedì 6 giugno, nella Chiesa di Appiano, si è tenuta la tradizionale celebrazione decanale serale per ricordare gli anniversari di Ordinazione sacerdotale, sottolineando in particolare i 65 anni di don Giovanni Luoni di Mozzate, i 60 di padre Mario Mazzoni, i 40 di don Stefano Gorini di Lurago Marinone ed i 30 del nostro parroco don Giuseppe Conti.
Hanno concelebrato undici sacerdoti affiancati dai due diaconi, sotto la supervisione di don Corrado.
Anche per i non presenti alla solenne messa, proponiamo un sunto della sentita ed appassionata omelia, tenuta da don Giuseppe che ha commentato le tre letture bibliche, quasi a continuazione e completamento del suo scritto di giugno
“Fare un Anniversario significa rileggere la propria vita alla luce della fede. La fede è la chiave di lettura più profonda e completa che ci sia: scruta la realtà tutta intera  e ci aiuta ad andare oltre la semplice cronaca dei fatti accaduti, oltre le sofferenze e le fatiche; conduce a vedere l’invisibile, l’iniziativa della mano di Dio, i suoi doni e insieme gli effetti che ne sono scaturiti.
Ricompresa la propria vita secondo con gli occhi e il cuore di Dio, diventa spontanea la risposta generosa che conferma il “si” della propria adesione.
Nella prima lettura il Profeta Geremia (1,4-9) ci ha introdotto nel mistero di una vocazione, mistero perché viene dalla mente e dal cuore di Dio che conosce tutto: “Io … proprio io? Non sono in grado …” “… Fidati”.
Abbiamo percepito lo stupore per una chiamata troppo grande, sproporzionata per le capacità umane e l’invito ad avere fiducia in Dio che colmerà questa sproporzione.
Bisogna fidarsi di Dio sempre guardando con speranza alla propria vita, perché l’efficacia della missione è operata da Lui che spesso – noi Sacerdoti lo abbiamo provato - si diverte a fare “cose grandi” nelle situazioni in cui le nostre capacità ci hanno deluso ed eravamo convinti di avere fallito.
San Paolo (Ef 1,3-10) ci ha spiegato che, nel progetto del Padre, Cristo è il centro di tutto: lo strumento di tutto, il criterio, l’efficacia di tutto.
Tutto viene dal Padre e ritorna a Lui attraverso Cristo.
Non si può parlare della vocazione – ogni vocazione - e quindi del Sacerdozio, senza riferirsi a Cristo.
Ogni vocazione nella Chiesa realizza un aspetto particolare della identità di Cristo:Cristo “sposo”, Cristo “pastore”, Cristo “orante”, Cristo “buon Samaritano” …
Nessuna vocazione può pretendere di rivelare pienamente Cristo, ma solo in parte. E’ meraviglioso contemplare come tutte le vocazioni insieme rendano visibile il vero volto di Cristo presente nella Chiesa e la Chiesa come “Corpo di Cristo”.
Ed infine il Vangelo. Tabga si trova sul lago vicino a Cafarnao ed è il luogo dove avvenne questa scena (Gv 21,15-17). Pietro durante la Passione aveva rinnegato Gesù per tre volte; Gesù non se l’era dimenticato e dopo la sua Risurrezione volle perdonare e riabilitare Pietro con una triplice dichiarazione d’amore: “Mi ami?” … “Certo, e tu lo sai” … “Pasci le mie pecorelle”.
Queste parole profondissime e commoventi ci riportano al cuore del Sacerdozio: chi è anzitutto il Prete? Il Prete è un innamorato di Cristo che coltiva una relazione personale con Gesù vivo e presente nella sua vita e condivide il suo amore per le pecorelle.
L’ aspetto perenne e immutabile del Sacerdozio è la relazione con Cristo, l’identificazione profonda con lui  e l’ aspetto contingente le condizioni della missione: parrocchie, persone, cultura, situazioni … per una duplice fedeltà: a Cristo e alle pecore.
Preghiamo perché noi Sacerdoti possiamo essere i primi ad amare ciò che siamo e ciò che facciamo ogni giorno a cominciare dalla Messa quotidiana (che differenza quando è celebrata con amore e con fede!). Preghiamo per la Comunità cristiana affinché in essa maturi per la vocazione sacerdotale un nuovo apprezzamento che viene dalla fede, perché ami i Sacerdoti in quanto segno e strumento di Cristo (non tanto per l’amicizia, la simpatia, le genialità) e chieda Cristo ai propri Sacerdoti: parlaci di Gesù, donaci Gesù!”
 
Copyright © 2019 Parrocchia S. Stefano - Appiano Gentile. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.