I primi risultati del Fondo Famiglia Lavoro
1) A quanto ammonta il Fondo?
La notte di Natale il Cardinale espresse la volontà di costituire un fondo per aiutare le famiglie che perdono il lavoro, stanziando un milione di euro. Invitò anche singoli e comunità a contribuire. A sei mesi dall’annuncio l’ammontare del Fondo è cresciuto di oltre quattro volte.
Al 12 ottobre 2009 le richieste pervenute alla segreteria del Fondo risultano 3.570. Al 15 luglio erano state esaminate 1.965 domande e di queste 1.481 sono state valutate positivamente per un totale di poco meno 3 milioni e 800 mila euro assegnati. Rimangono, pertanto da esaminare 1.605 richieste a fronte di una disponibilità economica di circa 1 milione e 400 mila. Di fronte a questa situazione il Consiglio di gestione, del 23 settembre 2009, ha valutato la necessità di stabilire delle priorità scegliendo di privilegiare le famiglie con figli minori a carico.
2) Chi sono stati i principali contribuenti ? Enti e società con il 33% (di cui Fondazione Cariplo con il 22%)
Privati cittadini con il 21%
Le parrocchie con il 17%.
3) Quante famiglie sono state aiutate ? Anche il Decanato di Appiano Gentile ha istituito il Distretto che è diventato operativo dal 18 aprile presso la Sala Don Gerla.
Ad oggi sono state esaminate 54 domande. Delle prime 25 inviate sono state accolte positivamente 21 per un importo complessivo di 53.700 euro.
4) Chi sono le persone colpite dalla crisi che hanno chiesto aiuto al Fondo? Hanno chiesto aiuto sostanzialmente in egual misura italiani e stranieri, per la maggioranza maschi (78%);
coniugati (96%);
per oltre un terzo (44%) con età compresa tra i 20 e 40 anni; per il 37% con età compresa tra i 40 ed i 50;
per quasi tre quarti (72%) con figli minori a carico;
operaio specializzato o generico (62%), disoccupato da meno di un anno (67%).
Le problematiche lavorative riguardano: licenziamento (61%), cassa integrazione (11%).
Si tratta dunque, per la maggior parte, di famiglie di ceto medio-basso, che prima dell’ottobre 2008 erano già particolarmente vulnerabili e che la crisi ha fatto precipitare in condizioni di forte disagio.
Fin dall’istituzione del Fondo è stato ribadito il carattere temporaneo, integrativo e sussidiario dello stesso. Accanto agli indispensabili interventi di tipo economico è necessario attivare azioni di sostegno relazionale nei confronti delle persone/famiglie colpite dalla crisi per contenere le conseguenze emotive legate alla perdita del lavoro e alla conseguente riorganizzazione della vita e del tenore di vita familiare. Per evitare che la crisi vada sprecata occorre interrogarsi sulle cause che l’hanno prodotta, ma anche sui cambiamenti personali e comunitari necessari a superarla. Non si può uscire dalla crisi senza una nuova progettualità individuale e collettiva, attivando e riattivando, per esempio, reti di solidarietà familiare secondo la logica di “famiglia tutor” ossia famiglie che si prendono cura di altre famiglie aiutandole ad affrontare i compiti di cura ordinari che la crisi ( e la conseguente carenza di risorse economiche) rende più complesso gestire.
Il giorno 13 novembre, in occasione della veglia decanale, verrà effettuata una raccolta straordinaria a favore del fondo. Gli operatori del Fondo